Event Planner

martedì 28 agosto 2012
Complici le serie tv, mi sono sempre immaginata le event planner come donne eleganti e in carriera.
Capirete quindi la mia paranoia la sera prima di iniziare e il mio stupore quando ho visto i colleghi. C'era chi andava in giro col cavallo basso, chi girava col copricostume e ciabattine, chi aveva il mollettone in testa...

L'ambiente è piacevole, forse un po' troppo (nel senso che è così perfetto che mi aspetto l'imbroglio), i colleghi sono simpatici e alla mano. Il capo che terrorizza tutti mi sembra tranquillo, è la responsabile che tutti adorano mi spaventa un po'.

Il primo evento che mi hanno affidato è terribilmente grande e complicato. È il più grosso dell'azienda, quindi mi aspetto che il resto sia una passeggiata. La conferenza stampa è in grande stile: costosi omaggi per giornalisti nazionali, cena di gala per loro, pernotto in hotel... tutto a spese nostre (cioè degli sponsor).

L'unico lato negativo, per ora, sono i ritmi. Ero abituata a gestirmi io il tempo, facendo magari più pausa dopo pranzo ma lavorando fino alle 21 e invece ora è tutto preciso e scandito. Cioè normale per molti di voi, ma io devo abituarmi.

Comunque finché mi lasciano al sito internet e ai profili social sono contenta.
Poi vediamo lunedì, quando firmerò il contratto.

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foto zankyou.it

Ansie&Domande

domenica 26 agosto 2012
Avevo già preparato in bozze un paio di articoli sulle mie vacanze.
Ma domani è IL giorno e io ho un'ansia addosso che non riesco a pensare ad altro.
Nemmeno a Livigno. Mannaggia.

E se il lavoro non mi piacerà?
E se per me era solo un gioco e scopro che farlo di professione è diverso?
E se avrò problemi col capo o coi colleghi?
E se gli orari saranno troppo elastici? (per dire: un collega mi ha chiamato sabato alle 14)
Come mi vestirò domani?
Come mi pettinerò?
Che borsa userò? (ok, questa è paranoia pura)

Tanto so come andrà a finire: domani sera vi racconterò gongolante di come sia stato tutto incredibilmente entusiasmante, di quanto amo il mio lavoro e di quanto sono contenta della mia vita.
Almeno spero.

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foto allposters.it

Happy Mia

venerdì 17 agosto 2012
Scrivo in un momento di pausa per aggiornarvi un po'.
Sto passando le più lunghe vacanze della mia vita, roba che nemmeno quando ero piccola.
Partenza il 3 per Arsiero, partenza il 5 per Livigno, rientro l'11 ad Arsiero e rientro il 14 a Modena in dolce compagnia. Partenza il 20 per la Svizzera e rientro il 25.

Eppoi? Eppoi inizio a lavorare. Event planner. Davvero e non freelance.
Già due eventi affidati, già una conferenza stampa in programma.
Prevedo frequenti viaggi tra Modena, Cremona e Milano.
È probabile che farò anche da social media manager ma va benissimo.
Manca giusto da firmare il contratto, ma Ciuffo ha voluto festeggiare regalandomi un Samsung Galaxy Tab (la scusa: "eh, a Livigno costa meno"). Inutile dire che l'ho usato così tanto che me lo sono già sognata di notte.

Quindi niente, aspetto un settembre interessante ma incognito.
Sto bene e sono felice. Che altro potrei volere di più?


passo dello Stelvio

Pensieri allegri

giovedì 5 luglio 2012
Giorno di funerali, giorno di mille pensieri.
Odio i funerali, odio l'angoscia che ci gira intorno.
Odio ancora di più i funerali di chi se ne va per scelta, perché non c'è nulla da dire.
Non c'è la triste attesa di una malattia, non c'è la "tranquillità" di un incidente.
C'è solo disperazione e dolore. E non esistono parole di conforto.

Quando è morto il nonno di mia cugina eravamo tutti più o meno tranquilli.
Era anziano, aveva avuto il tempo di vedere la bisnipote, ora è con la moglie, risorgeremo tutti...

Il funerale del mio prof è stato invece terribile.
Persone disperate che gridavano dal dolore, lacrime, gelo.

Chi se ne va per scelta si porta via anche le risposta a tante domande.
Perché? Come potevo aiutarti? Avrei potuto salvarti?
Alcuni si consolano con le lettere di addio che lasciano queste persone, ma io personalmente preferirei rimanere nel dubbio piuttosto che leggere parole di disperazione e solitudine.

Disperazione. Sarà questa la parola di oggi.
E ho anche paura che mio padre si senta in qualche modo in colpa, dato che erano anni che lui e Cesare non si sentivano.

Tutto questo fa comunque riflettere e io, tra un evento e l'altro, mi sono ritrovata a organizzare il mio funerale.
Innanzitutto niente "cerimonia funebre" ma piuttosto chiamiamola "festa di arrivederci".
Se proprio dovete far parlare qualcuno, scegliete persone simpatiche che parlino per massimo due minuti.
Poi voglio tanta musica, magari new country o anche Elvis va bene.
Bibite analcoliche e buffet. Che magari dalla golosità torno indietro.
Voglio colori, tanti colori. Amo il viola ma direi che non è il caso. Facciamo verde e arancio.
Anzi, se fa caldo facciamo direttamente una festa hawaiana.
Se dovete mettermi delle corone/ghirlande o come si chiamano, che siano colorate. Vi prego.
I ricordini/santini li odio, ma se proprio li volete ho le condizioni anche per quelli. Scegliete foto sorridenti, di quelle che come reazione provocano altri sorrisi. Voglio che guardiate la mia immagine e vi mettiate a sorridere e magari anche a ridere. Voglio un font frizzante, brioso. E una frase tipo "che ti piangi? guarda che ritorno". Vabè, detta così sembra una minaccia....

Delirato ciò, vado al funerale.
Allegria....

Ciao Cesare.

venerdì 29 giugno 2012
I pensieri sono tanti e tutti confusi. Non saprei da dove iniziare.
Era tanto che non ci vedevamo, figurati che non ho nemmeno mai visto la tua seconda figlia.
Ogni tanto però pensavo a te e alla tua famiglia. A S che era così piccola e sembrava una bambolina. Si divertiva sempre a pettinarmi i lunghissimi capelli.
Mi ricordo di tua moglie, sorridente e allegra.
Mi ricordo di te, che venivi a prendere mio padre e poi andavate insieme alle riunioni.
Ricordo che guidavi velocissimo e ti chiamavamo Schumi. Quando tu e papà andavate alle riunioni fuori città vi alternavate alla guida, così l'altro si riposava. Una volta mentre guidavi tu avete incontrato un'auto contromano. Da allora, quando vado in autostrada, ho sempre paura di trovarmi in quella situazione.
Nel 1995 è morta l'ultima nonna che mi era rimasta. È stato un periodo duro per tutti.
Ricordo che eravamo in casa sua a sgomberare quando sei arrivato tu con la tua famiglia. Non sapevi nulla e ti ho visto nascondere dietro la schiena un pensierino per mia nonna. Ero piccola, andavo alle elementari, e non ti ho mai detto quanto abbia apprezzato la tua gentilezza.
Papà stamani mi ha chiamata al computer e mi ha detto di guardare lo schermo.
Ho letto il tuo nome e ho esclamato "Toh! Ha lo stesso nome!"
Papà ha risposto che no, eri proprio tu. Non ci credevo, era impossibile. Ma papà ha tirato fuori un altro articolo e ho visto la tua foto.
Non posso capire i tuoi sentimenti, la tua disperazione. Ormai è andata così.
Sul biglietto hai scritto che andavi verso un mondo migliore. Spero sia davvero così e spero ti abbiano accolto con un abbraccio forte forte.

Ciao Cesare.

Giovani Artisti Per l'Emilia - Dare Di Più

giovedì 28 giugno 2012

Era

mercoledì 27 giugno 2012
foto facebook

Se qualcosa può andar male, lo farà.

lunedì 25 giugno 2012
Il mio tablet è morto. Deceduto. Caput. Fine.
In realtà aveva iniziato a dare problemi il 20 maggio, ma il sito ufficiale assicurava che al tal problema si risolveva facendo così, così e così. E infatti non si è più riacceso.
Lo mando all'assistenza? Direi anche no.

L'evento sportivo che stavo organizzando è più disorganizzato dei pinguini in gita alle Hawaii.
Ci stiamo lavorando da almeno un paio di mesi eppure a meno di una settimana non sappiamo ancora il prezzo definitivo del campo, non sappiamo chi verrà ad arbitrare e soprattutto dove trovare un medico volontario. Ma se a nessuno importa, perché dovrebbe importare a me?

Poi c'è l'altro evento, quello su cui avevo scommesso molto.
Perché se chi ti chiede di organizzarlo poi fa di tutto per boicottarti, qualcosa non quadra.
E se quando fai notare che qualcosa non quadra, tutti ti rispondono coalizzandosi e accusando te di essere polemica... pensi che infondo non è colpa tua se proprio in quei giorni dovesse venirti la febbre alta.

Che da una parte verrebbe voglia di mollare tutto e tutti, ma d'altra parte vorrei anche dimostrare di essere superiore a loro, responsabile e soprattutto che nonostante tutto riesco a portare a termine gli impegni presi.

Ma guardiamo i lati positivi.
» Sabato il biondo veneto mi ha portata sullo Spitz. Ho visto 8 camosci, almeno tre lumache bianche (no tranquilli, non le ho salvate) ed è stato bellissimo.
» Ieri invece ho pensato all'Enel e all'energia di un attimo quando i miei bimbi hanno cantato dopo mesi di prove. Si sono tutti commovuti. I bimbi erano al settimo cielo.

E basta così, per ora. Che devo lavare i piatti, passare lo straccio, cucinare e spolverare.
Cenerellaaaaaaa ♫

©Mia

Barcollo ma non mollo.

sabato 2 giugno 2012
Sono ad Arsiero.
"Questa non è terra di terremoti", mi viene detto.
"Nemmeno Modena", penso.

La prima cosa che guardo sono le case e mi scopro sorpresa nel vederle senza crepe.
Mi chiedono come sto, rispondo velocemente e poi spero di cambiare discorso.

Il terremoto mi ha cambiata.
"Sicuro che quei quadri non cadano? Il mappamondo non è troppo in bilico? Non voglio stare vicino al muro perché non voglio sentire se si muove".

Sento delle scosse, sento dei rumori.
Poi scopro che sono solo i miei nervi e il battito del mio cuore.

Preghiera al mio Padre Celeste

martedì 29 maggio 2012
E così eccoci qui, Tu e io.
Fortunatamente abbiamo un buon rapporto, noi, così ora non Ti starai chiedendo "e questa chi è?"

Sai cos'è successo. È tornato il terremoto. Quello stesso terremoto che Ti avevo chiesto di far andare via. Anzi, è un terremoto nuovo, una nuova faglia dicono.

Sai che sono abbastanza coraggiosa. Mi hai visto in questi anni di campeggio tra insetti e voli alla Tarzan a 10 metri da terra. Sai anche che non ho troppa paura delle trombe d'aria, o almeno quelle che ho vissuto le ho superate abbastanza bene.
È forse per questo che la natura insiste con i terremoti? Con l'unica cosa che davvero mi terrorizza?

Sento le ambulanze passare e ho paura, tanta paura. Ho paura per i miei, per la casa che tanto abbiamo cercato e che con difficoltà paghiamo ogni mese. Ho paura per i miei gatti che non so nemmeno dove si trovano.

Fossi stata un po' più egoista avrei preso le borse già pronte e sarei partita. Per andare da Nick, da Milena, da Erica... ovunque ma non qui. E invece rimango, perché non ho il coraggio di mollare tutto.
Come potrei vivere tranquilla sapendo che i miei cari sono in balia delle scosse?

Ti prego, Padre, aiutaci. Fai durare poco queste scosse o dacci la forza di affrontarle e superarle.
Proteggici. Noi, ma anche i nostri vicini che tanto hanno paura.

So che le prove servono per renderci più forti e in questi giorni più volte mi sono chiesta se terminate le scosse io sarei tornata quella di prima o sarei rimasta sensibile come in questi giorni.
Ho capito la Tua risposta, mi impegnerò per essere una persona migliore.
Ma ora Ti prego, tendi la Tua mano e proteggici.

Proteggi chi Ti sta invocando, proteggi chi soffre, conforta le famiglie di chi non c'è più.
Per favore, proteggi anche chi non crede in Te, siamo tutti Tuoi figli e so che ci ami.

Ho dei progetti per il mio futuro e ho sempre pensato che sarei riuscita a realizzarli.
Ora invece vedo tutto così nero. O meglio, non vedo proprio nulla.

Sai che durante la prima scossa di oggi, mio padre invece di scendere è rimasto su a tenere i libri?
Gli ho detto che preferisco una casa in disordine ma un padre vivo che il contrario.
Mi ha risposto che in casa si sente sicuro. So che ha una grandissima fede in Te. Io invece non capisco se sto dubitando o se sono solo terrorizzata.

So che rispondi sempre a ogni preghiera.
So che a volte rispondi di no, altre volte non rispondi subito.
Non Ti chiedo di fare la mia volontà, ma di aiutare chi ha bisogno di Te.
Fammi sentire il Tuo amore, fammi sentire che non sono sola.

Allungherò la mia mano, ma Tu, Ti prego, allunga la Tua.
Ti voglio bene e so che andrà tutto bene, qualsiasi cosa accada.

E per favore, tieni su la mia casa.

Con fede anch'io pregherò il mio Padre in cielo,
Egli mi udrà e allor mi risponderà.
Ogni dì ringrazio il mio Padre nel ciel
per l'amore che Egli ha per me.
Le mie preghiere al fin chiuderò
nel nome di Gesù, amen.
Padre Celeste, sei davvero là?
Odi e rispondi a ogni bimbo nel pregar?
Qualcuno dice che il ciel non c'è,
ma nel pregar Lo sento attorno a me.
Padre Celeste, io ricordo già
ciò che Gesù diceva ai Suoi discepoli:
"Lasciate i bimbi venire a Me"
Padre, in preghiera, ora vengo a Te.

Puoi spezzare la nostra terra, ma non il nostro coraggio.

venerdì 25 maggio 2012

Così non ci siamo.

mercoledì 23 maggio 2012
Non mi sono mai sentita modenese, forse perché l'unico in famiglia nato a Modena è mio fratello.
Ma così non ci siamo. Modena, ti prego, rialzati.

Domenica 20 il terremoto.
Stamani una sparatoria in provincia.
Poi allarme bomba in centro storico.
Quindi sono crollati due capannoni in città.

I miei nervi, la mia testa e il mio stomaco non possono durare a lungo.

Anyway, qui i link per aiutare i miei concittadini.
» Punto di raccolta a Carpi
» Gazzetta di Modena: come aiutare
» Come aiutare a Mirandola
» 26 maggio: raccolta allo Stado Braglia

Grazie a tutti.

20 secondi

lunedì 21 maggio 2012
Bastano 20 secondi per cambiare.

In 20 secondi mi è venuta paura del buio.
In 20 secondi mi è venuta paura del silenzio.
In 20 secondi mi è venuta paura di ogni piccolo rumore.
In 20 secondi mi è venuta paura a stare sola in una stanza.
In 20 secondi mi è venuta paura per la mia famiglia e i miei gatti.

E se fino a poco tempo fa mi consideravo ultra materialista perché ogni mio singolo oggetto era essenziale, ora guardo camera mia e vedo solo un sacco di cose inutili.

Ora, più che paura del ricordo, ho paura del futuro e delle prossime scosse.
Ma almeno è uscito il sole.

#Terremoto a #Modena

Sì, ho avuto paura. Tanta.
Svegliarsi nella notte perché tutto trema non è normale. Soprattutto se la scossa non finisce più.
E ti ritrovi a pensare "perché non si ferma? smettila, ora, subito!"
Ma cosa puoi farci tu contro Madre Terra?

La nostra non è mai stata una zona di terremoti. E' vero, ci sono spesso delle scosse, ma sono di poco conto e generalmente arrivano dalle montagne. Sono quelle scosse che finiscono prima che te ne accorgi e che al massimo ti fanno commentare "poveri castelli del Ducato".

Ma quello delle 4.02 (anche se io ricordo benissimo di aver visto 3.56 sul mio orologio) è stato diverso. E' stato brutto. Angosciante. Lungo, interminabile. Nuovo. Spaventoso.

Il mio primo pensiero è stato "Tigro sul mio letto? Papà hai già aperto la porta? Che ore sono?"
Il secondo è stato più un grido "Papà che succede?!"
Il terzo è stato "se scappo devo prendere il portatile per informarmi"
Il quarto, più terra terra "devo andare in bagno, ma non voglio rimanerci secca lì"

E fate conto che il terremoto è durato "solo" 20 secondi.

Dopo la scossa ho aperto subito la finestra. Ve l'ho detto, non siamo abituati a quelle scosse.
Ho pensato subito a un disastro aereo, non so perché. E invece Twitter ha confermato la mia paura più grande: terremoto.

Perché un conto è dire che i terremoti degli altri ti toccano meno perché sono lontani ma poi quando capita a te rimani spiazzato. Un altro è rimanere spiazzato da un terremoto distruttivo in una zona a basso livello sismico.

Ma se ho avuto la sfortuna di trovarmi vicino all'epicentro, ho avuto anche la fortuna di non esserci così vicina.
V e la sua famiglia abitano proprio sopra l'epicentro della seconda grande scossa. Il terremoto le ha fatto cadere un sacco di cose, sono caduti dei libri anche in testa alla ragazza di suo fratello. E fino alle 14 di ieri non potevano rientrare in casa.
A C è venuto un infarto dallo spavento ed è subito stato ricoverato. Per fortuna è già uscito e ora lui e sua moglie sono ospiti a casa dei miei vice genitori.
A R, che abita proprio sull'epicentro della scossa delle 4, sono caduti tutti i mobili. Grazie al Cielo (sì, è proprio grazie al Cielo) non si è fatto assolutamente nulla e la casa non è in pericolo.
Anche L abita attaccato all'epicentro, ma via sms mi ha detto di stare bene e di non preoccuparmi.

E io? Io inizialmente ho reagito bene, con lucidità. O meglio, ero talmente carica di adrenalina che sono rimasta in piedi dalle 4 e senza tanti problemi.
In camera mia i quadri erano storti, le automobiline avevano preso il largo, uno scaffale si è spostato e il manichino da disegno è ruotato di 90 gradi. Poi ci sarebbero delle brutte crepe, mio padre dice di non preoccuparmi che sotto ci sono pietre grandi e legno ma oggi farò vedere al vicino di casa.

Al pomeriggio ho approfittato di un impegno di mio padre e l'ho accompagnato in Toscana.
Ne avrei approfittato volentieri per dormire un po' ma ero ancora carica di adrenalina.

Adrenalina che mi ha salutata la sera prima di andare a letto. E allora mi è venuto un attacco di panico.

Ho preparato due borse e sono andata a letto vestita. Ma continuavo a tremare e ad avere una morsa allo stomaco. E poi ero arrabbiata. Arrabbiata con mio padre e con mia madre che riuscivano ad andare a letto come se nulla fosse e a dormire beatamente per tutta la notte.
Io non sono riuscita: a mezzanotte ero già sveglia. Un dolore terribile allo stomaco, tanta tanta ansia e le gambe che mi tremavano.

Poi sono arrivate le 6 e finalmente è entrato un po' di sole in camera (sole che già se n'è andato).
E' lunedì, ricomincia la routine. Il piccolo andrà a scuola, il grande forse a lavoro, il secondo non so.
I genitori sono già di buon umore.
Io ancora tremo, ma ringrazio il Cielo di non aver sentito le scosse di stanotte (dicono che sono state fortine).
E scrivo questo post sconclusionato per svuotarmi delle mie paure, con la speranza di non doverci pensare più.

p.s. un grazie infinite alle mie amiche di Twitter che hanno sopportato i miei tweet deliranti e che mi hanno confortata in un momento così terribile. #twittamiche per davvero.

#Brindisi

sabato 19 maggio 2012
E mentre sono a letto perché l'intestino mi ha definitivamente abbandonata, leggo di Brindisi.
Bomba. Melissa. Feriti. Veronica. Facebook. Mafia. Mafia? Boh.

Solo qualche considerazione.
• Gridare alla mafia, al terrorismo o al folle penso sia una perdita di tempo, almeno finché non si saprà come sono andate effettivamente le cose. A nessuno servono le congetture.
• Annullare la Notte dei Musei per lutto mi fa una tristezza infinita. Sarebbe stato un modo per distrarsi in modo sano. Però lo sport e Amici vanno avanti tranquillamente.
• E' dovuto intervenire il Garante della Privacy per dire ai giornalisti di smettere di rubare foto dal profilo Facebook della povera Melissa. Io pensavo ci arrivassero da soli, invece ho letto coi miei occhi il commento Twitter di una giornalista che si diceva indecisa su quale foto usare.

"A scuola si dovrebbe morire solo di noia" cit.

foto @annapaolaconcia

Photo Diary

mercoledì 9 maggio 2012



E vissero per sempre felici e contenti.

giovedì 3 maggio 2012
E matrimonio fu.
Mentre vi scrivo gli sposi sono in luna di miele da qualche parte in Europa. Beati loro.

E' stato un matrimonio semplice ma curato, ricco di colpi di scena.
Come quando sono arrivata in stazione proprio mentre le altre damigelle scendevano dal treno, non ci siamo incrociate per pochi attimi e ci abbiamo messo più di venti minuti per ritrovarci.
O come quando la sposa è arrivata in chiesa e ha scoperto che lo sposo... non c'era.

Eravamo tutti dentro che ci chiedevamo che fine avesse fatto lo sposo (anche il mio ragazzo via sms: "ma ci ha ripensato? O.o"), quando mi dicono che è arrivata la sposa.
Ma come? E lui? Saranno arrivati insieme. Insieme? Ma se eravamo d'accordo che lei partiva quando lui era già qui. Mica avranno cambiato anche questo?
Esco con le altre damigelle e arrivo all'auto. Il padre scende sconsolato, la sposa è irrigidita in una nuvola bianca. E va bene, affrontiamo anche questa!
Scendono tutti dall'auto e mi ritrovo sul sedile posteriore a fare da psicologa per una sposa con l'attacco di panico. "Avrà fatto tardi, starà arrivando, tranquilla". Poi mi passano lui che è al telefono.
"Doveva squillarmi prima di partire, dille che è una puzzona!"
"Doveva essere già qui, gli spezzo le gambe!"
Evviva gli sposi!!!


Lo sposo era semplicemente rimasto bloccato nel traffico e, contrariamente a quanto pensava la sposa, nessuno lo aveva chiamato per informarlo della partenza di lei.
Così lei è stata rimandata a farsi un giro e lui è arrivato poco dopo a tutta velocità, seguito dai suoi prodi.

La cerimonia è stata semplice e carina, le musiche scelte dalla sposa erano d'effetto.
Riuscite a immaginarvi la mia bellissima amica (bella davvero, a volte da prendere a schiaffi ma comunque bella) entrare in un lunghissimo abito bianco sulle note di Only hope? Sigh.

Dopo la cerimonia è stato il momento del lancio del riso. Cioè dei petali.
Sì, perché la mia amica è africana e lanciarle il riso significava ritrovarla dopo la luna di miele coi germogli tra i capelli. Meglio evitare.
Peccato che qualcuno non abbia gradito e così mi sono ritrovata a dover calmare le polemiche.
"Ma che matrimonio è senza riso?"
"Il matrimonio della sposa che ha chiesto espressamente di non lanciarlo."
"Ma lui l'ha preso."
"Lui è il best man, sa quello che fa e comunque non lo lancerà alla sposa."
Finita qui? Macché, è bastato tirare fuori le bolle di sapone per far ripartire quella persona.
"Eh, ma il sapone è peggio del riso. Ha sentito? Non vogliono riso, ma che matrimonio è?"


Fortunatamente gli sposi sono usciti in fretta, gli invitati si sono limitati ai petali, le bolle di sapone hanno conquistato tutti e il best man ha lanciato il riso in testa allo sposo mentre la sposa era altrove.

A seguire aperitivo e subito buffet, che la sposa continuava a chiedere "ma quando si mangia?"
E allora mi sono lasciata andare. Dopo quattro mesi di stress e ansia ho deciso di meritarmi un premio e mi sono buttata sul cibo. Credo di aver mangiato qualcosa come 5 tramezzini, 4 mini panini imbottiti e 7 croissant salati. Gnam.

Contemporaneamente, nella sala accanto, i bimbi erano intenti a colorare nell'apposita Kids Area. Così loro non facevano danni e i genitori potevano chiacchierare in libertà. Missione compiuta!

La torta era buonissima, alla frutta e con la panna. Era a forma di quadrifoglio (quattro cuori) ed era stata ideata dagli sposi. Prima però una persona ha voluto che lanciassero i confetti.
I confetti. Sarà che per me, cresciuta in una famiglia di sei, lo spreco di cibo è illegale. Sarà che non è un'usanza tipicamente emiliana (ma nemmeno romagnola e veneta, a sentire gli invitati).
Fatto sta che tutti sono rimasti allibiti. Il lancio dei confetti addosso agli invitati? Ma fanno male!
Ma costano! "Ma sì, è tradizione! Lanciate! Lanciate!" Boh.
[Aggiornamento: leggo online che sì, è tradizione lanciare i confetti. Ma agli sposi insieme al riso. E comunque - immagino - non i confetti enormi e tosti.]


Poi siamo usciti nel giardino a fare le foto.
Capitolo a parte per la fotografa. Mi auguro di cuore che sia stata scelta perché in possesso di una reflex digitale e non perché aspirante a tale titolo. Mi spiego. Scattava una foto e subito la guardava. Foto riuscita? Ok, finito il momento foto. Foto non riuscita? Subito da eliminare e da rifare. What?!?
E continuava a guardarmi come se fossi un'ignorante di categoria, rispondendomi allo stesso modo.
"Fai una foto agli invitati tutti fuori dalla chiesa con il fiato sospeso?"
"Ma figurati."
"Ci fai una foto da dietro per mostrare gli abiti?"
"E che foto sarebbe?"
"Mi farai avere una copia delle foto?"
"A che ti servono? Tuo padre ha già fatto il video."
Però amava i nostri bouquet, eccome se li amava. Altrimenti perché continuare a scattare assurdi primi piani ai nostri fiori, tra l'altro nelle pose più strane? Credo abbia fotografato solo quello.
Bah.

Alla fine è arrivato il momento del ballo, ma io stavo dormendo in piedi e così dopo il primo degli sposi me ne sono tornata a casa. Ormai avevo assolto i miei doveri di wedding planner/psicologa/damigella/amica, meritavo un po' di riposo!

Una volta rientrata alla base ho realizzato che:
» non avevo versato nemmeno una lacrima
» avevo l'abito ancora bagnato dalle bolle di sapone
» più di una persona aveva commentato dicendo "questo sì che è un bel matrimonio"
» molto probabilmente non avrei più rivisto la mia amica fino ad agosto


Parlando domenica con la madre ho anche scoperto che l'ansia che la sposa aveva nell'ultimo mese non era tanto legato al matrimonio, quanto alla paura di perdere tutti gli amici che ha lasciato qui. Il suo incubo più grande è sempre stato quello di essere dimenticata e considerando che ora si trasferirà in Sicilia, non è una paura da poco.

Io da parte mia ho già iniziato a sentire nostalgia.
Non andrò più a prenderla sotto casa, non riceverò più sue telefonate con richieste di hackerare la sua email perché non ricorda la password, non la sentirò più dire "sto sudando come un pesce sott'acqua".

Ma tanto tra poco toccherà a me cambiare regione. E allora smetto di scrivere questo post che altrimenti davvero mi sale l'angoscia.

Riprendo fiato e ricomincio.

mercoledì 2 maggio 2012
E così rieccomi qui.
Sopravvissuta al matrimonio, sopravvissuta al week end col mio ometto.

Dopo aver passato quattro mesi concentrata esclusivamente sul matrimonio, mi sono ritrovata venerdì mattina a dover ristabilire le mie priorità. Università, nuovi eventi, argomenti da approfondire.

Ieri mattina ho fatto anche una pazzia: ho inviato il mio cv a un'azienda. #fingercross

Nel pomeriggio sono andata invece all'Archivio di Stato che per l'occasione aveva organizzato una visita guidata nel laboratorio di restauro.
Avete presente Bones? Lavora al Jeffersonian circondata da antichità e analizza le ossa man mano che gliele sottopongono per i motivi più disparati. Ecco, la restauratrice di ieri lavora esattamente così. Fantastico.
Per restaurare un libro poco rovinato ci vogliono fino a 15 giorni. Perché probabilmente non lo sapete, ma in questa zona, intorno al 1400 (ma non vorrei dire sciocchezze), usavano carte già scritte per "imbottire" le copertine dei libri. Così le restauratrici dell'Archivio (tutte donne, oh yeah) hanno trovato scritti originali della Divina Commedia e del Canzoniere di Petrarca infilati nei libri.
Un documento l'hanno estratto ieri durante la visita. E' stato emozionante!
Però ecco, io non potrei mai fare quel lavoro. Troppo lento, troppo preciso.
Mi stancherei in cinque minuti.

Comunque ora sono qui. Mia's back.
Il post sul matrimonio è tra le bozze. Scrivo man mano che metabolizzo (sono nella fase "argh, la mia amica si è sposata, è diventata grande, si è trasferita, non la rivedrò mai più, è la fine del mondoooo").

Riprendo fiato e ricomincio.
Stasera ho una riunione, domani un'altra.
Venerdì sono ospite al solito corso di genealogia per parlare di Photoshop.
Sabato torna il biondo.

Ce la posso fare.

http://ropeyogawithcarrie.com/wp-content/uploads/2008/11/breathe1.jpg
foto ropeyogawithcarrie.com

-1

mercoledì 25 aprile 2012
E domani sarà il gran giorno. La mia amica si sposa.
Per finire come era iniziato, sposi e ministro di culto hanno bidonato me e responsabili vari incontrandosi stamani senza dirlo a nessuno. Inutile dire che qualcuno si è arrabbiato.

Ho imparato però che le persone affrontano i preparativi dei matrimoni in modo diverso.
C'è chi lo fa con divertimento, pensando che è una festa e che anche se non tutto viene perfetto non importa. Questi sono quelli che preparano la sala col sorriso e che trovano il tempo di scherzare su tutto ("Ma è pieno di ragnatele qua! Cos'è, la dependance dell'uomo ragno?"). Sono puntuali, organizzati e non temono gli imprevisti.

Poi ci sono quelli che, pensando di essere organizzati, preparano schizzi su come vogliono la sala. Come loro stessi vogliono la sala. Guai se sposi e famiglie scoprono qualcosa, guai se osano metterci bocca. Loro non cambieranno quel progetto per nessuna ragione al mondo. E così quando scoprono che l'armadio è inchiodato o che il dipinto è stuccato si arrabbiano sbattendo la tovaglia sulla sedia e se ne vanno brontolando "e allora fate come vi pare".

Durante i preparativi si incontrano anche i diplomatici, ovvero quelli a cui va bene tutto purché non si discuta. I diplomatici sono quelli disposti a fare cose che non approvano, solo per non litigare. Per non far sentire gli altri a disagio scelgono collaboratori che non lavorano bene. Non si pongono limiti perché questo significherebbe escludere qualcuno. Se poi sono gli sposi a essere diplomatici... auguri! Avrete a che fare con cerimonie dal programma assurdo, damigelle poco simpatiche, ministri di culto con la mente chiusa...

Infine ci sono quelli che vengono a sapere del matrimonio giusto due settimane prima, mentre sposi&co ci lavorano da mesi. Questi sono quelli che non sapendo nulla entrano in crisi, perché loro devono sapere. "Chi preparerà da mangiare per tutti?" "Chi servirà a tavola?" "Ma la sposa da che parte si siede?". Per un imprecisato motivo, queste sono le stesse persone che se la prendono con chi organizza la festa perché parla troppo, perché prende decisioni da solo (mentre in realtà è delegato dagli sposi) e perché "fa il saputello".

Domani sarà il gran giorno. La mia amica si sposa.
E meno male.

i portapetali preparati ieri sera

Chiuso per pesantuccimento

lunedì 16 aprile 2012
Dopo un venerdì meraviglioso (mi è arrivato l'abito Asos in tre giorni, mi è tornato il tablet e il biondo ha deciso di riprendere basket - altro che venerdì 13), chiudo momentaneamente il mio blog.
Cioè non è che lo chiudo, ma sarà una settimana pesantuccia e non credo nemmeno di riuscire a twittare.
Manca poco al matrimonio e in parallelo ci sono altri progetti a cui sto lavorando. Per ogni voce eliminata nella To Do List se ne aggiungono altre quattro.
Il giorno più complicato sarà domenica, con impegni a Verona dalle 10.30 alle 17. Sarà una luuuunga giornata.
Ma se tutto va bene, lunedì tornerò più in forma che mai.

Au revoir!

http://2.bp.blogspot.com/_Hr2EM-XHN3I/S43vLfbZd4I/AAAAAAAAA3A/GFpUGdEjg2M/s400/au+revoir.jpg
foto ecojotter.blogspot.it

Trucco&Parrucco

giovedì 12 aprile 2012
Come ci si pettina per il matrimonio di una parrucchiera che prima commenta i tuoi capelli e poi ti saluta? (e che all'ultima cena zittisce tutti per chiedere come ci pettineremo?)





ogni immagine porta al tutorial

Capelli sciolti? Tenuti lateralmente? Ponytail? Updos? Penso li proverò tutti...
Come make up devo solo decidere se mettere in risalto labbra o occhi e poi sono a posto.
Per le unghie sceglierò una french decorata. Ma anche queste non mi spiacciono.

Source: pshiiit.com via Mia on Pinterest

Habemus abito

martedì 10 aprile 2012


Che non è proprio quello della Meez, ma il balletto rende l'idea della soddisfazione.
Non è il tipico abito da damigella, anzi è un po' anni '40 (o così dice il nome). Maniche corte arricciate, scollo a barchetta, gonna al ginocchio. Cinturino nero in tinta con le scarpe. 20 euro in sconto su Asos.

A questa soddisfazione se ne aggiunge un'altra. La sposa ha scoperto che persone a caso si prendevano responsabilità a caso delegandone altre a caso. Si è arrabbiata e ha fatto una lavata di capo a chi di dovere dicendo che sono io la sua wedding planner e solo io devo supervisionare il tutto. Il mio ego ringrazia.
Così è già stato fissato un incontro con sposa, madre e "paciugatori" per fare il punto della situazione. Fissate anche le prove del matrimonio per il giorno prima. Ovvero il giorno in cui ho un altro matrimonio a Forlì e un concerto fuori Modena. Ma si può fare.

Il programma è pronto, la sposa si agita con niente ma è facilmente tranquillizzabile.
Il padre dello sposo è poco convinto di alcune scelte ma non si impone. E la sposa ha deciso che al suo ingresso tutti dovranno essere seduti in chiesa o lei non scenderà dall'auto.

Per la prima volta penso a quel giorno come a un evento unico. Sono felice e soddisfatta.
Finalmente smetterò di sognare abiti rossi che diventano neri e spose vestite come Biancaneve.

In questo mondo bacato

venerdì 6 aprile 2012
Mi sono ritrovata a pensare a ciò che non va in questo periodo e sono arrivata alla conclusione che questo è un mondo bacato. Grazie tante, direte, basta leggere i giornali per scoprirlo.
La delusione però aumenta quando si scopre che è bacato anche il mondo intorno a noi.

Tre piccoli esempi.

1. Favoritismi. Ti ritrovi a lavorare con una cara amica che conosci da una vita. Entrambe ne siete entusiaste e immaginate quanto sarà bello progettare eventi insieme. Poi tu avanzi di carriera e diventi suo superiore. Tutto bene finché la tua amica non inizia a lavorare male. Tu glielo fai notare con gentilezza e scopri che lei si aspetta qualcosa da te, in nome della "vecchia amicizia". Si aspetta un po' di tolleranza qui, un occhio chiuso lì... Tu non ci stai perché le regole sono uguali per tutti e lei te la fa pagare. Amaramente.

2. Mentalità ristretta. Vivi in un paesino minuscolo che ha più gatti che abitanti bipedi. Viene proposto di creare un giornale locale e chiedono a te di occupartene, tanto sei un grafico. Inizia così un calvario di tre anni durante il quale nessuno vuole scrivere articoli ma tutti se la prendono con te perché il giornale deve uscire pieno di articoli ogni mese. Alla fine te ne vai. Il giornale diventa bimensile, impaginato male ma ricco di contenuti. Perché? Perché i nuovi redattori sono autoctoni mentre tu abiti lì solo da dieci anni.

3. Mediocrità. Fin da piccola ti viene insegnato che devi avere paura della mediocrità ma che devi invece puntare in alto, all'eccellenza. Passi la tua infanzia a raggiungere obiettivi e ad andare oltre, finché non diventi adulta e scopri che chi hai vicino ti considera "stramba" proprio per questo. Così ti dicono che prendi le cose troppo seriamente, che anche se non vengono seguite tutte le regole fa lo stesso e che sei terribilmente noiosa quando vuoi lavorare bene. Alla fine ti ritrovi a lavorare male di riflesso e in ritardo per colpa di altri.

Gandhi insegna che dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo... ma che fatica ragazzi!

http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/164710_481927886434_325584401434_5613711_8351679_n.jpg
foto Google

Ordine

giovedì 5 aprile 2012
Mi sto disintossicando. Cioè sto riordinando la mia vita.
Sì insomma, mi sono tagliata un po' i capelli e ho rivoluzionato camera.
(Mamma aggiungerebbe: "e a quando la laurea?")



foto personali, usare con cautela

AAA Cercasi abito da damigella

martedì 3 aprile 2012
Che inizialmente il budget doveva essere di 30/40 euro.
Poi però due sono riuscite a farselo fare gratis e l'altra l'ha trovato in saldo a 15 euro.
Quindi il budget è sceso a quella cifra.

Cercasi, pertanto, abito rosso da damigella. Elegante ma semplice.
Gonna al ginocchio, maniche possibilmente a 3/4 ma anche corte.

Questa è la lista dei negozi che sto controllando, speriamo bene.
» H&M (Bologna)
» Ovs (Modena)
» Pimkie (Modena)
» Pull&Bear (Modena)
» Mercato del lunedì (Modena)
» Zara (Bologna)
» Mango (Bologna)
» Dani (Schio)
» Zuiki outlet (Mantova)
» Coin (Bologna)
» Le Full outlet (Mantova)
» Motivi (Modena)
» ...


Datemi un po' di sole

Prendi un po' di sano meteoropatismo, aggiungi l'ansia per le cose fatte male (non da te), la ricerca impossibile di un abito a prezzo impossibile, i soliti problemi di salute che non ti abbandonano da gennaio (ma almeno variano) e scoprirai che la giornata ideale potrebbe essere quella passata sotto il piumone.
Se non l'avessi tolto ieri...

http://media.caffe.ch/media/2012/02/14478_17_medium.jpg
foto caffe.ch

[Promemoria per il futuro] Iniziare a dire NO agli amici

lunedì 2 aprile 2012
Non voglio il riso perché dopo non riesco più a toglierlo dai capelli. Non voglio nemmeno qualcosa che sporchi per terra, non ho tempo per pulire e spazzare.
Bolle di sapone?
Bella idea! Sì, bolle di sapone.
dopo qualche settimana
Ho comprato tutto, sono contenta!
Anche le bolle di sapone?
Bolle? Per cosa?
Al posto del riso... da lanciare quando uscite dalla chiesa...
Ah no, ho preso i petali di rosa!
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Ho bisogno di qualcuno che aiuti col buffet...
Non preoccuparti, ora cerco qualcuno e ci penso io.
dopo qualche settimana
C'è R che va in giro a chiedere chi può aiutare col buffet. Ma non te ne occupavi tu?
Groan
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E poi voglio questo brano per la mia entrata.
Sei sicura? Non è molto adatto... Se lo sento mi immagino gente con le macaras, non certo una sposa!
No, non capisci! E' bellissimo! Te ne accorgerai al matrimonio!
un mese dopo
Ho parlato con la pianista. Ha detto che lei quel brano non lo suona, ne cercherà un altro. Tu però devi chiedere a M il titolo dell'altra canzone.
Va bene, le mando subito una mail.
due settimane dopo
A me M non ha ancora risposto, mi spiace...
Ah, ma mi ha dato il cd con le canzoni la settimana scorsa! Le ho sentite tutte e non mi sono piaciute. Così io e Q ne abbiamo scelte altre.
Ricordati di darmi i titoli per il programma...
due giorni dopo
Sto facendo il programma, mi servono i titoli dei brani e tutti gli altri dettagli.
Ah, mettici quello che vuoi, è uguale.
What?!?
•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
to be continued... sigh...

(che devo anche cercare un abito rosso da damigella che costi 15 euro, ma questa è un'altra storia...)

http://content.beau-coup.com/prod/1174/bridemaids-dress-sachets-500.jpg 
foto beau-coup.com

Aggiornamenti (fotografici)

mercoledì 21 marzo 2012
torta romagnola e dolcetti siciliani

premio Muppets

nuovo libro di Ganaceto

la merenda di quando erano piccoli i miei genitori

non si gioca con il cibo (dicono)

Mia

Nick

 
Vicenza (o 6?)

la torta del mio compleanno made by papi

Arcobalena, storia animata

anatra vanitosa...

 ...che si crede un fenicottero


Parco Ferrari



Castelnuovo Rangone

ma ciao!