Adios!

venerdì 30 dicembre 2011
Tempo di ricontrollare gli obiettivi del 2011.
Tempo di sistemare le ultime cose in famiglia.
Tempo di comprare gli ultimi regali.
Tempo di fare la valigia.
Tempo di partire.

Il tour prevede cinque giorni nell'Alto Vicentino, un giorno in Toscana, uno a Bologna e uno in Romagna. Dovrei essere a casa da domenica 8 gennaio.

Buon Anno e fate i bravi!

Perché tu mi fai arrabbiare.

giovedì 29 dicembre 2011
E non mi riferisco al fatto che quando bisogna distribuire gli incarichi prendi tutto tu e ti lamenti che gli altri non fanno nulla. Non mi riferisco nemmeno alla tua poca collaborazione col giornalino locale e alle tue pronte lamentele perché il numero non usciva puntuale.

Non mi riferisco nemmeno al fatto che le ultime iniziative vengono discusse con pochi eletti che nemmeno fanno parte del consiglio. Nemmeno alla tua voglia di decimare il consiglio lasciando dentro pochi tuoi amichetti, mi riferisco.

E no, non parlo neppure del tuo continuo segnalare nei nuovi giornalini che la redazione ha avuto "problemi interni". Non parlo nemmeno del tuo parlare male alle spalle e seminare zizzania all'interno dell'associazione.

A cosa mi riferisco allora? Alla carta di credito intestata a te e del tuo non volertene preoccupare.
Sei voluta diventare vicepresidente di quell'associazione, avete voluto un sito e avete aspettato anni prima di decidervi a pagare il dominio di tasca vostra (e intanto pagavo io aspettando i rimborsi).
Ora finalmente che vi siete decisi la carta ha dei problemi? E io che c'entro?

Come webmaster, avete voluto che me ne occupassi io, facendo i seccati ogni volta che vi chiedevo delle info. Alla fine ci è stato chiesto di compilare un modulo. TI è stato chiesto di compilare il modulo dato che ti dati sono TUOI e la carta è intestata a TE. Non ho chiesto molto: per favore compila e invia al tal numero di fax. Fammi sapere quando hai fatto così invio feedback via email.

E mi vedo arrivare dal nulla un documento compilato a metà? Senza nessun messaggio?
Non darai per scontato che ci pensi io vero?
E poi quando ti faccio notare che il documento è incompleto e che non posso mandarlo io, devi rispondermi seccata che non ti va di compilare il resto, che le modalità non ti piacciono ma che manderai il fax perché "come al solito devo pensarci io..." (sic)?

Tu non mi piaci, l'hai capito sì?

Ricordi di infanzia

Sono salita per caso in camera dei miei fratelli e l'ho visto: il cavallino a dondolo di S.

Ricordo che era il suo primo Natale, era in Italia da un paio di settimane e ancora doveva ambientarsi. Era piccolino e tondo, bellino anche se era così per problemi di salute.
Era sempre sorridente, felice di essere coccolato, di avere una camera e un letto tutto suo.

Dicevo che era Natale e, come tradizione, quella mattina sarebbe arrivato Babbo Natale in persona.
Suonano alla porta, io e i miei fratelli siamo impazienti sul divano.
Entra in salotto Babbo Natale con il suo sacco pieno di giocattolo. Dà qualcosa a me, dà qualcosa a mio fratello maggiore e se ne va. Il musino di S si incupisce, ma lui non dice nulla.
Non ricordo se io ho fatto/detto qualcosa, ma avevo cinque anni e forse pensavo più ai regali.

Babbo Natale saluta tutti e se ne va, S rimane sul divano spaesato.
Poi suonano alla porta, mamma va a vedere e dice a S che è per lui. S corre alla porta, apre e trova Babbo Natale. "Ho dimenticato di darti questo", si sposta e sul pianerottolo appare un immenso cavallo a dondolo.
Ricordo ancora il faccino estasiato del mio fratellino, che ancora prima di portare il cavallo in casa si mette a dondolare sulle scale.

Un Natale perfetto, il più bel Natale della mia vita.
Sì, perché mi ricordo ancora il sorriso di S ma non ricordo affatto cosa ho ricevuto io quell'anno.
Ma che importa?

foto personale

La genealogia degli oggetti

martedì 27 dicembre 2011
Non sono una genealogista e anzi, ho sempre guardato un po' annoiata tutto ciò che riguardava la storia di famiglia. Forse proprio perché, da brava figlia di genealogisti, sono stata abituata fin da piccola a viaggiare per città alla ricerca di nomi strani in documenti vecchissimi.

Però sono sempre stata curiosa, questo sì. Ed è grazie alla mia curiosità che più per divertimento che per altro ho iniziato una mia ricerca personale. Un vecchio album fotografico, qualche appunto scritto il secolo scorso e la voglia di ritrovare quella famiglia.

Non pensavo di trovare nulla, anzi i primi esiti sono stati proprio scoraggianti. E invece ora, a distanza di mesi, mi ritrovo due famiglie di eredi curiosi di conoscere meglio le loro origini, un giornale inglese che parla di me e un'antiquaria curiosa di sapere la storia di un oggetto da lei venduto. Per non parlare della relazione che mi hanno chiesto di preparare per un convegno nazionale...

Vi terrò aggiornati sul caso Hill.




#NataleInFamiglia

lunedì 26 dicembre 2011
foto personali, maneggiare con cura.






foto personali, maneggiare con cura.

Buon Natale!!!

domenica 25 dicembre 2011
L'ho pubblicata anche come augurio nel 2007 e questo mi conforta perché vuol dire che negli anni i miei gusti non sono cambiati.

Augurandovi di trovare la pace che cercate, Buon Natale a tutti!

 http://www.christmasgifts.com/clipart/christmasbells1.jpg
Campane il giorno di Natal,
dan gioia all'uman pensier;
il dolce suono augural
ripete: "Pace al mondo inter!"

Ma poi, guardando intorno a me,
m'accorgo che la terra inver
s'affanna e pace non ve n'è.
S'avveri: "pace al mondo inter!"

Col capo chino penso che
di pace al mondo non ve n'è;
l'orgoglio umano mai vorrà
la vera "pace al mondo inter"
Campane il giorno di Natal,
più forte dicon: "Non temer,
l'error sul bene non preval;
vien presto pace al mondo inter"
Il Salvatore un dì verrà,
il mondo allora si sveglierà;
un dolce canto annuncerà:
"La pace sia nel mondo inter!"
(Henry Wadsworth Longfellow)
foto christmasgifts.com

ADR - a domanda rispondo

D: Perché non fai più le prove del coro?
R: Perché visto il modo in cui si prova e il risultato che si vuole ottenere, per me è uno spreco di tempo.

E infatti dopo due mesi di prove dispersive, il coro oggi ha cantato all'unisono e stonando.

"Ma vabè, va bene anche così" (sic)

http://familyfun.go.com/assets/cms/crafts/christmas-choir-craft-photo-420-FF1201CRAFTA17.jpg
foto FamilyFun

Di animali, pirati e babbo natali - parte 3

venerdì 23 dicembre 2011
Il momento della storia...

Inizio a leggere e introduco il leone, che tra un roar e l'altro scalda il pubblico e gli altri ragazzi che con un misto di incredulità e divertimento ci guardano sotto shock. Tocca alla volpe, colei che si vergognava a leggere e che invece tira fuori un'aria furbetta che conquista tutti. Applausi!
Momento pavone. Arriva tutto "tronfio e sfolgorante" e per poco i flauti non si rotolano per terra dal ridere.
"Dov'è dov'è dov'è? Ah ecco! Sei dison... ah no, questo è l'angelo! Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!" Il pubblico non ce la fa più, alcuni sono in piedi che battono le mani, altri hanno le lacrime agli occhi dalle risate. Intanto intorno a noi si è formato un capannello di persone che ci riprende con telecamere e cellulari. Saremo su YouTube. La nostra reputazione è rovinata!
Continuo la storia, raccontando che l'angelo non riusciva a trovare un animale che andasse bene per la stalla quando si accorse di un paio di animali che continuavano a lavorare a testa bassa. Erano l'asino e il bue.
"Eccoli!" sussurra uno del pubblico, tra l'ironico e il divertito, ma viene sentito e la sala scoppia a ridere.
L'asino è molto bravo, serio e recita bene. Ok, ci siamo calmati terminiamo la storia.
Tocca al bue che arriva muggendo. Non è il verso appropriato ed esclama ingenuamente "Se la mucca fa muuu il bue cosa fa? Buuu?" Via gli applausi, le risate, i flauti non ce la fanno più, io ho quasi le lacrime agli occhi. Riusciamo a concludere la storia, presento Jingle Bells e me ne vado sapendo che per ragazzi e pubblico non è finita lì.

La storia infatti era un pretesto per dare il tempo al maestro di cambiarsi e vestirsi da... Babbo Natale!
Così finito il racconto è arrivato dal fondo con il pubblico che man mano che lo notava se la rideva mentre i ragazzi erano ancora più sconvolti e divertiti. Babbo Natale ha poggiato il suo sacco nero e ha iniziato a tirare fuori i berretti di Natale in finta pelliccia cuciti secoli fa dalle mogli dei responsabili della Banda Cittadini.
Sì, proprio quei berretti che i ragazzi odiano! Ma Jingle Bells è stato suonato bene e il pubblico ha battuto le mani a tempo contenti di essere ancora una volta coinvolti dalla musica.

Ed ecco il patatrac. Il brano finisce, ma non il concerto!
Invece il maestro fa alzare i ragazzi e comunica a voce alta che faranno le foto di gruppo. Il pubblico quindi si alza e inizia a vestirsi, io corro a ricordare al maestro che le foto possono farle dopo, se le fanno ora il pubblico se ne va e il bis, se hanno intenzione di farlo, sarà ascoltato da pochissimi.
Sono cinque minuti di caos totale. Faccio risedere i ragazzi, il maestro pare spaesato, contemporaneamente cerco di dire qualcosa di sensato al microfono in modo da non far scappare il pubblico che intanto è già incappottato e diretto all'uscita. Uno dei ragazzi mi incoraggia sussurrandomi che si è rovinata tutta l'atmosfera, che metà pubblico se n'è andato e che ormai abbiamo fatto una figuraccia. Io non mollo e continuo a parlare a vanvera nel microfono.

Finalmente sono tutti seduti al proprio posto e dicendo non so cosa (ormai ero cotta pure io) introduco il regalo di Natale per il maestro che ero riuscita a nascondere per tutta la serata!
Brontolando perché non voleva mostrarsi vestito da Babbo, apre il pacco e ringrazia tutti.

Ora la serata è finita sul serio. Ora si può andare a mangiare il rinfresco. Ora posso finalmente sedermi e riposarmi. No, non è vero. Tutti arrivano a complimentarsi per la storia e scopro che è quasi piaciuta più questa dell'intero concerto. Mi chiedono copie, link al sito e l'autore. Ma che ne so io? Ho solo googlato!

Ore 23 - Il pubblico è quasi tutto andato, io sono bloccata da un paio di persone che continuano a chiedermi della storia, il cibo è stato quasi spazzolato via (tre pandori, tre panettoni, due teglie di stria farcita prima del concerto, tre teglie di pizza, dolci, salatini, patatine e paidoro...) e gli strumenti sono pronti per essere caricati in auto e riportati in banda.

I commenti che sento in giro mi fanno capire che la serata ha avuto successo e anche i ragazzi stessi ne parlano come di un concerto "bellissimo ed esilarante". Sono soddisfatta, distrutta ma soddisfatta.
Il pubblico era un centinaio e oltre ad aver ricevuto complimenti per il programma, mi è stato anche proposto di cantare alcuni brani del gruppo. Il maestro non sembrava entusiasta dell'idea, ma non sembrava nemmeno aver gradito più di tanto il regalo, anche se ho sentito dire che invece era stato graditissimo.

Eh, la stanchezza... riprenderemo più avanti gli argomenti, ora abbiamo troppo bisogno di riprenderci.

 

Bery stobbbale.

E' il 23 dicembre.
E' l'antivigilia di Natale.
E' venerdì.
Ho la febbre.

Eppure sembrano essersi messi tutti d'accordo per mandarmi oggi email importanti o per farmi proposte di lavoro. Ho la febbre, ho male alle ossa. Non riesco a scrivere in italiano, figuriamoci in inglese.
Non connetto, inizio a fare una cosa e poco dopo la mollo perché me ne sono dimenticata.

Insomma sono una lagna e non mi sopporto più.
Torno a leggere il libro adolescenziale che ho preso solo per il colore della copertina.

ps. "Bery stobbbale", che in italiano significa "Mery, sto male", è il tormentone di una gita delle superiori. Da allora indica una persona sofferente e insofferente.

http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/148379_167592683266051_157122307646422_471017_3924498_n.jpg
foto facebook.com

Buona Febbre 2011!

Che io il Natale con la febbre non l'avevo mai passato.
A dir la verità ho passato anni interi senza mai ammalarmi. Poi me ne sono accorta, l'ho detto in giro e *tadaaa!* ho iniziato ad ammalarmi puntualmente ogni anno.

Quindi eccomi qui, con un sacco di cose da fare e la febbre a 37.8 (con tutto ciò che ne comporta).
I gatti devono essersi accorti di qualcosa perché si sono trasferiti sul mio letto e mi guardano come avvoltoi.

Pazienza, vorrà dire che non comprerò gli ultimi regali. Tanto nemmeno li volevano...

http://morespecifically.files.wordpress.com/2011/07/sick_bear.jpg
foto FunDraw.Com

Di animali, pirati e babbo natali - parte 2

giovedì 22 dicembre 2011
Dicevamo...

Ore 21 - Si va in scena. Questo è IL concerto di Natale. Una volta lo facevamo in maggio ed era IL concerto dell'anno. Ora è IL concerto di Natale che tutti aspettano, quello dove c'è miglior acustica, dove il pubblico è più contento e dove il rinfresco finale ripaga di tutte le fatiche degli ultimi giorni.

Iniziamo subito con una mini gaffe.
Io e il maestro siamo fuori a parlare degli ultimi dettagli quando ad un tratto sentiamo in sala il brusio di chi aspetta qualcuno che è stato annunciato ma non arriva. "Dai tocca a te, ti hanno già dato la parola" mi viene detto mandandomi dentro. Entro e vengo accolta da risatine e mugolii sorpresi. No, io non c'entravo nulla era il maestro che volevano.

Proseguiamo comunque tranquilli, tra autori olandesi, belgi, inglesi, austriaci, italiani...
Io sono tranquilla sulle pronunce dei nomi perché mi sono documentata e mi improvviso insegnante per chi, tra un brano e l'altro, mi chiede perché "Johan Nijs" l'ho pronunciato "Ioan Nes".

E' il momento di Rikudim e il maestro mostra ai ragazzi un cartello che li diverte.
Parte il brano e qualcuno viene a chiedermi spiegazioni, anche loro vogliono ridere! Provo a spiegarlo, ma è una storia del vecchio concerto, difficile da capire per chi non c'era.
Al termine di Rikudim tutti i ragazzi devono gridare "Uè!". All'ultimo concerto però hanno voluto fare uno scherzo a un sax e così nessuno l'ha detto se non lui e il maestro. Quindi sul cartello c'era solo scritto "Dite tutti UE!"

Non so più che ore sono perché ormai non ho tempo neanche per controllare l'orologio.
Siamo però arrivati alla fine, tocca al pezzo forte, a Pirates of the Caribbean. I ragazzi sono bravissimi, il brano (un arrangiamento di più pezzi) è lungo ma coinvolgente. Il pubblico acconsente con entusiasmo ogni volta che riconosce un pezzo e la richiesta del bis è inevitabile.

Tocca al momento clou della serata. I ragazzi non sanno niente, se non che per un strano motivo va letta una storiella natalizia. Incuriosisco il pubblico chiedendo se sanno perché nella grotta c'erano l'asino e il bue e in poco tempo mi ritrovo tutti gli animal... cioè i ragazzi in fila accanto a me. Bravi!

[continua]

Di animali, pirati e babbo natali - parte 1

mercoledì 21 dicembre 2011
Ore 6.30 - Sveglia in fretta, colazione con lo stomaco chiuso e via di corsa a preparare le ultime cose: programmi, biglietto d'auguri, regali per il maestro, cartelli per le porte, storia di Natale, presentazione...

Il programma è la mia bega più grande. Era pronto, bello e a colori. Ma la stampante ufficiale ci lascia le penne. Provo con la mia stampante di casa, ma finisce l'inchiostro. Mi metto il cuore in pace: cambio il programma, lo faccio in bianco e nero e lo stampo con la mia laser. No, fermi tutti! La stampante ufficiale è resuscitata! E allora ricambia il programma, riaggiungi i colori e prepara il pdf per la stampa.

Il biglietto d'auguri è un piacevole passatempo. Il maestro suona il clarinetto e così tra fotomontaggi e ciccia photoshoppata ho trasformato la silhouette di un magro jazzista in un Babbo Natale clarinettista. Decido di mettere il biglietto nella scatola regalo che però ho fretta di chiudere. Stampo quindi dalla mia laser che si ribella e mi stampa una parola ogni due. Mi tocca preparare il pdf per la stampante ufficiale.

Storia di Natale. Avete mai provato a cercare una storia di Natale su internet? Potete andare su qualsiasi sito, i risultati sono sempre gli stessi: racconti deludenti, deprimenti, senza significato e senza sapore. Alla fine trovo questa e con molta riluttanza preparo il pdf.

Sono a buon punto, mi manca da ripassare la presentazione e preparare me, myself and I per la serata.
Un momento. Sulla presentazione c'è scritto che facciamo solo due tempi di Rikudim mentre in programma ce ne sono tre. Cosa devo correggere? Chiama il maestro, cerca di capire, rispondi alle sue domande, salutalo e correggi alla bene e meglio la presentazione inventandoti qualcosa per il tempo mancante. Olè!

Ore 13 - Ok, ci sono. Mi sono messa subito l'abito per il concerto che non ho mica tempo per cambiarmi dopo. Ho preparato le borse con tutto il materiale. La chiavetta ha tutti i file pdf che mi servono. Il regalo lo incarterò là mentre stampo. Già che ci sono mi procuro dei fogli rossi e mi faccio una cartellina professionale con logo del gruppo per quando presento. Inspira - espira. Mangio e ho finalmente tempo per me.

Ore 13.30 - Oh yeah, ora mi lavo i capelli. No, alle 15 si parte e io coi miei capelli chilometrici mica faccio in tempo a lavarli, asciugarli, piastrarli e acconciarli. Mannaggia, ci vuole un piano B.
Passo praticamente tutto il tempo a legare e sciogliere i capelli. Alla fine opto per una treccia francese con pouf. Dato che i capelli sono comunque da lavare aggiungo anche un po' di lacca che nonsisamai (per la cronaca, stamani mi sono svegliata perfettamente pettinata). Non ho tempo per lo smalto e me lo metto in borsa.

Ore 15 - Si parte! Passo le successive due ore e mezza a stampare, colorare, ritagliare, impacchettare il regalo con la Gazzetta dello Sport con in bella vista articoli sull'Inter (il maestro è juventino). Chiedo a mio padre di leggere la storia di Natale e di dirmi quanto è triste. Non commenta, brutto segno. Lo vedo cercare in internet altre storie. Bruttissimo segno. Non trova nulla di meglio. Panico! E se è troppo sciocca? E se il pubblico mi guarda come se fossi matta? E se è troppo corta? Pazienza, ormai è tardi. Sono in ballo e mi tocca ballare.

Ore 18 - Eccoci a destinazione. Gli strumenti arriveranno alle 19.15 circa. I ragazzi un'ora dopo. Ho un'oretta per spostare i tavoli da una stanza all'altra, smistare le sedie, attaccare i cartelli, nascondere il regalo per il maestro, piegare i programmi e metterli in posizione, preparare il rinfresco, controllare che le stanze per i ragazzi, il camerino del maestro e la stanza per l'intonazione siano in ordine, rileggere la presentazione e preparare me, myself and I.

Ore 20 - Laudato sii, mio Essence, per lo smalto che asciuga in pochi secondi. Così tra una cosa e l'altra me lo sono messo. Nessuno si è accorto di nulla e io non ho sbavato in giro.
Sistema i ragazzi, procura l'acqua alle trombe, fai vedere dove sono i bagni, dai il benvenuto al pubblico, rispondi a chi ti chiede informazioni, tranquillizza i ragazzi...
Ah, ma c'è anche la storia di Natale da leggere. E se ogni animale venisse letto da un ragazzo? Prendi la storia, cerca i ragazzi "Mi fai un animale?" "Cosa? Ma sei fuori?" "Devo leggere una storia, mi faresti un animale?" "Una storia perché?" "Così..." "No no, mi vergogno" "Ehi! Ho una storia di Natale da leggere, mi aiuti?" "Posso vedere? Bello, voglio fare il leone!" "Mi aiuti con la storia?" "Che animale ti serve?" "Asino, bue, pavone e volpe" "No, io quegli animali non li faccio" "Io ti faccio l'asino!" "Sicuro?" "Ma devo fare la volpe?" "Solo se vuoi" "Ma devo recitare?" "Leggila come ti senti, non voglio costringerti a fare qualcosa che non ti va" "Posso fare il pavone? E' bellissimo! Entrerò in questo modo e mostrerò la ruota tutto orgoglioso" "Ti ho trovato il bue!" "Non voglio fare il bue!" "Allora cerco qualcun altro" "No dai, ti faccio il bue".

Alle 21 finalmente andiamo in scena, ma questo ve lo racconto più avanti ;)


Quando Paperinik mangia pesante...

Che a dir la verità non ho mangiato pesante.
Anzi, non ho mangiato affatto.
Ad ogni modo ho fatto uno dei miei soliti sogni idioti.

Non ricordo com'è iniziato, ricordo solo che cadevano stelle. Su Modena.
Dopo la prima stella, tutti a googlare in cerca di risposte. Stella? Meteorite? Satellite?
Le precipitazioni aumentano e almeno ogni notte cade almeno una stella.
Modenesi in panico, anche perché quando quegli affari atterrano sono peggio di una bomba.
Io e la mia famiglia siamo relativamente tranquilli, abitiamo in camper e se vediamo che la stella sta cadendo nei paraggi ci spostiamo a tutta velocità. Mi accorgo però che vedere la stella precipitare da lontano non dà garanzie che cada effettivamente lontano.
Passiamo un po' di notti sul chi va là quando ci accorgiamo che le stelle iniziano a cadere anche di giorno. Che sta succedendo? E' la fine del mondo?

A questo punto il sogno degenera, incontro un tizio che scopro avere contatti con una tizia che diceva di non sapere nulla delle stelle. Eppure lei ha una foto di lui nel portafoglio e quando lui mi dice che forse mi confondo gli rispondo "No no, sei identico all'attore xy quindi mi ricordo benissimo di te". Lui scappa arrabbiato e si scopre che insieme alla tizia è responsabile delle "stelle che cadono".
Poi c'è una questione di brodo che finisce, non si sa chi l'ha preso e altre cose indefinite.

Caso vuole che dopo aver scoperto i responsabili, le stelle iniziano a cadere meno a caso, anzi fanno dei giri veri e propri per colpire la mia famiglia e la tizia complice.
Decido di chiamare la polizia, ma lo fa prima la complice pentita raccontando tutto.

Anche qui non ricordo esattamente cosa succede, ricordo di aver preso un treno, di essermi trovata prima sulla pensilina di un lago e poi su un sentiero di montagna. Fatto sta che mi vedo questa stella luminosa arrivare a tutta velocità ma... fermarsi tranquillamente accanto a me.
Non è una stella, bensì Elliott ma in versione reale e non cartone animato. Scopriamo quindi che la stella era lui e che il tizio malvagio lo attirava sulla Terra con boccette di brodo di pollo di cui lui ne andava matto. Infatti accanto a me trovo la boccetta.
Le esplosioni conseguenti alla caduta delle stelle erano quindi le fiamme del drago.
Alla fine Elliott si trasforma in un bambino biondo e finalmente mi sveglio anche io.

Sì, direi che è meglio se mi dedico a qualcosa di più utile.

http://img384.imageshack.us/img384/658/elliot8fb.png

Buonanotte!

martedì 20 dicembre 2011
Rientrata ora dal Gran Concerto di Natale.
Bello, divertente ma stancante. Il finale è stato col botto.
Ora non vedo l'ora di accucciarmi sotto al piumone, è da venerdì (altro concerto) che non dormo.


Fuori dalla finestra vedo Orione. Sarà sicuramente una buona notte!

http://www.canino.info/rubriche/astronomia/dicembre/orione/Orione.jpg

I miei primi fiori

lunedì 19 dicembre 2011
Ti sarà capitato ogni tanto di vedere qualcuno ricevere dei fiori.
Sì, a volte i fiori li hai ricevuti anche tu, ma riceverli così in pubblico come omaggio è diverso.
Perché? Non lo sai, però ti piace.

Ti è capitato anche di pensare che è faticoso stare dietro a tutto e a tutti, controllare i ragazzi, raccogliere i soldi, organizzare una sorpresa alla persona con cui organizzi il concerto... ti capita anche di chiederti se mai qualcuno se n'è accorto. Non tanto per essere lodata, ma almeno apprezzata perché ecco non è così semplice.

E così ti ritrovi a pensare che magari una sorpresa potrebbero farla anche a te. Ti ritrovi a pensare che come tu fai le sorprese agli altri, effettivamente ti piacerebbe che la sorpresa la facessero a te.
Poi per ci rimani male perché no, nemmeno questa volta il tuo nome è tra quelli ringraziati e no, nemmeno questa volta c'è qualcosa per te.

Ecco perché alla fine di quel concerto di cui ti importava relativamente ti sei seduta aspettando che fosse tutto finito. Ecco perché il tuo unico pensiero in quel momento era "smonto i leggii e andiamo a casa". Ecco perché quando la bambina nuova si è allontanata hai pensato "perché non rimane a prendersi gli applausi?", ecco perché quando è arrivata con un mazzo di fiori hai pensato "ma L non li sopporta i fiori".

Poi L a voce alta dice che sono per te, per tutto quello che hai fatto, ed ecco che caschi dalle nuvole. Non sai cosa dire, non te l'aspettavi e sei sorpresa. Alla faccia di tutte le volte che desideravi un riconoscimento.

Quindi ecco i miei primi fiori. Sì, i primi. Perché ora ne voglio tanti altri!


Torno subito.

http://antoniomasotti.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/antoniomasotti/TornoSubito.jpg
Arrivo, eh.

Che Dio ci aiuti - dietro le quinte (a casa mia)

giovedì 15 dicembre 2011

Oggi mi sento così

lunedì 12 dicembre 2011
 Desktop Wallpaper · Gallery · Animals 
 Cat tired

E-shop

mercoledì 23 novembre 2011
I negozi online sono una brutta cosa, sapevatelo.
Che mi è appena arrivata una mail pubblicitaria e allora ho visitato subito il sito.

Ed è stata la fine.

Bow Bauble Purse - €18.99




Religion Impact Studded Purse - €34.99


Pearly Slipper Boot -  €12.99



Spongebob Smile T-shirt - €15.99

 Wakey Wakey Pyjamas - €18.99




 Minnie Nightshirt - €15.99



 Gathered Slinky Funnel Top - €9.99



I Love To Tweet Tee - €11.99



Cose che non capisco.

Ieri riunione di associazione. L'esito è ancora incerto ma vabè.
Ho scoperto però alcune cose che lievemente mi sfuggono.

Mi dicevano:
"Ti scrivo gli articoli ma non voglio essere inserito nella redazione"
"Il giornalino deve uscire ogni mese, se mancano gli articoli ti impegni a trovarli"
"Il giornalino deve uscire in due A3, alle persone piace quando ha molti contenuti"
"Quella lettera non pubblicarla assolutamente, è polemica e offensiva"

Ora:
Il suo nome è ufficialmente inserito e pubblicato nella redazione.
Il giornalino esce ogni due mesi.
Il giornalino esce in un A3.
Sull'ultimo numero hanno pubblicato la lettera polemica.

Che poi nell'editoriale scrivono che hanno tanti articoli ma sono troppi e sono costretti a pubblicarne in parte. Però il giornalino esce con un A3 in meno e tanti spazi vuoti.

Cosa mi sfugge?

http://www.oratoriocologno.com/public/images/giornalinocre2011/redazione.png


Passato, presente e futuro

venerdì 4 novembre 2011
Che siete rimasti un po' indietro con la mia vita ed è giusto che vi aggiorni.
Dunque.

Con l'università sono ufficialmente ferma. Non davo più esami, causa crisi non riuscivo ad essere puntuale coi pagamenti e quindi stop. Ma state tranquilli che a tempo perso sto preparando Diritto dell'informazione (o qualcosa del genere) quindi appena sono pronta ricomincio a dare gli esami.
A rovinarmi è stato lo stage del terzo anno. "Mai lavorare mentre si studia" mi hanno sempre ripetuto... dopo che il danno era ormai fatto. Perché non bisogna lavorare? Perché la pratica è il male in una università quasi esclusivamente teorica. E così mi sono stancata di studiare, molto meglio mettere direttamente in pratica, no?

L'associazione di paese è stata gentilmente mandata a quel paese.
Un gruppo che si chiama "Insieme per" e poi ognuno pensa per sè spettegolandosi alle spalle non è il massimo. Io mi occupavo del sito e del giornalino locale. Già, il giornalino. Sette persone in redazione e non una di queste che in tre anni ha mosso un dito. Io scrivevo articoli, io inseguivo chi doveva mandarmeli, io ricevevo le bidonate ("ah, mi sono dimenticato") e io venivo ripresa perché il numero non usciva puntuale.
Il colmo è stato quando mi sono ritrovata da sola a preparare il numero di agosto: della redazione non c'era nessuno (tutti in ferie senza salutare), non era rimasto materiale (ma va?) e a tutti i costi il numero di agosto doveva uscire entro i primi del mese. Peccato che in tre anni non abbiamo mai avuto un numero di agosto. Quindi immaginatemi con le valigie da fare a ricercare articoli ricevendo email di gente inutile che continuava a chiedermi "allora come siamo messi?" "allora usciamo o no?"
Ovviamente a settembre ho dato le dimissioni. E come mi hanno risposto? "Grazie per tutto ciò che hai fatto, sei stata veramente importante ed è stato bello lavorare con te. Ah, già che ci sei ci fai un ultimo numero?". Sempre meglio di "Ma quale mancanza di tempo, tu non fai il giornalino perché passi tutto il tuo tempo a Vicenza dal tuo ragazzo".
Tralasciando la mia voglia di prendere a sberle qualcuno, siamo rimasti che col giornalino si arrangiano e del sito continuo ad occuparmene io. A patto che mi fanno avere tutte le info per tempo! Perché anche lì non mi dicevano nulla delle iniziative e poi si lamentavano perché il sito non era aggiornato. Bah.
In conclusione: hanno delegato il giornalino ai giovani di paese. Sì, quegli stessi giovani che nessuno conosce e che si vedono solo quando ci sono le attività dei bimbi perché c'è la merenda con la Nutella. Quegli stessi giovani che si lamentano della poca vita di paese e poi non partecipano al concerto rock con ospiti importanti. Quegli stessi giovani che si sono lamentati dell'articolo che parlava di loro come pigri nulla facenti e che mi hanno promesso un articolo di risposta. Articolo che non ho mai visto, of course.
Insomma, ero lì che me la ridevo all'idea di un giornalino fantasma quando mi arriva l'invito per partecipare alla prima riunione di redazione. No grazie, ne ho abbastanza ma complimenti per l'impegno.
Poi oggi scopro i membri della redazione: Genoveffo (meglio non usare il nome vero, si sa mai)
E questi sono i giovani di paese? Lui? Colui che si è proposto spintaneamente per organizzare il concerto rock e che dopo una riunione non si è più fatto vedere? Lui? E gli altri?
Io continuo a ridermela sotto i baffi che non ho, sperando sempre di essere smentita da un momento all'altro.

Col mio blog multiutente sono messa meglio. Certo, se avessi scritto questo post mercoledì avrei detto che era la fine, una tragedia e che forse era il caso di chiudere tutto. Ma io non mollo.
Abbiamo lasciato la vecchia squallida piattaforma e ci siamo trasferite altrove. La vecchia piattaforma ha subito il restyle ma purtroppo la redazione è rimasta la stessa. Poco rispetto per gli utenti e troppa voglia di primeggiare. Hanno perso più della metà degli utenti che hanno portato alla ribalta quella community, ma a loro non interessa. Ora sono anche su twitter e hanno fatto uscire un magazine nuovo, eh. Mica pizza e fichi.
Ma non mi importa. La formula del nostro mini successo è sempre stata la noncuranza di ciò che ci succedeva intorno. Sempre meglio pensare a sè e ai propri obiettivi. E qualcosa bolle in pentola...

Finalmente ho deciso cosa fare da grande!
A dir la verità lo avevo deciso quando andavo alle medie. In seconda media ho scelto le scuole superiori e in prima superiore ho scelto l'università. Una volta però che ho iniziato a dare gli esami mi sono accorta che c'erano infiniti sbocchi e infinite possibilità. Ed è stato panico.
Web designer? Grafico? Event planner? Photo restauration? Però anche i social media non mi dispiacciono.
Il mio problema è sempre stato che il mio (futuro) lavoro era anche il mio hobby. Quindi non c'era una grande distinzione tra tempo libero e tempo occupato perché sempre quello facevo.
Ho imparato però che saper far bene le cose non implica trasformare quelle capacità in un lavoro. Certo, possono servire, ma perché accontentarmi ad essere grafico se sono anche in grado di studiare strategie coi social media? Anzi, forse queste capacità possono aiutarmi a relazionarmi meglio coi colleghi grafici o web designer, perché essendo (stata) una di loro li capisco meglio.
Tutto questo per dire che... potrei aver trovato un lavoro.
Li conoscevo già da un po' e da brava twitteraholic sono andata a vedere il loro profilo twitter.
Disastro! Aggiornamenti automatici e incomprensibili! Interazione con l'utente pari a zero!
Per curiosità ho visitato anche il loro profilo facebook. Esatto, profilo e non pagina!
E così sono riuscita ad arrivare a loro e a spiegare come potevano migliorare la comunicazione e l'immagine online. Sono rimasti interessati e mi hanno proposto una collaborazione.
Non male, eh?
Ora spero che mi chiamino al più presto, non tanto per me quanto per i loro profili social che sono sempre peggio. Ecco, ora mi sento la paladina dei social media trascurati.

E niente, questa è la mia vita aggiornata al 4 novembre 2011.
Domande?

http://underscoopfire.com/wp-content/uploads/2011/07/Lynda-Carter-as-Wonder-Woman.jpg

Help

mercoledì 2 novembre 2011
E dopo il  bel week end (che non è un week end anche se mi ostino a chiamarlo così), arriva la batosta: tantissime email problematiche e una migrazione mal riuscita.

Potrei non sopravvivere a questo rientro.


http://2.bp.blogspot.com/-AYCIsdS_h6g/Tb1-6cA9FUI/AAAAAAAAAP0/mNmjS6Fvezw/s1600/help.jpg

#CiaoMarco #SmilingForSic

giovedì 27 ottobre 2011

http://www.tennisworlditalia.com/Editor/Img/Tennis-Stories-img5864.jpg

C'è poco da dire.



Bye bye Croatia!

mercoledì 26 ottobre 2011
Ed eccomi finalmente di ritorno dalle mie ferie estive!!!
Ok, in realtà sono tornata e andata parecchie volte, ma era l'ispirazione quella che rimaneva assente.

Ma ora aggiorno, principalmente per tre motivi:
1. perché non voglio fare la fine di mia cugina che blogga in ritardo di sei mesi (a Natale racconta dell'estate e viceversa - Erica tivibì)
2. perché il mio ragazzo passa sempre dal mio blog prima di venire da me in msn
3. perché Sascha ha esclamato un "finalmenteeeeeeeee!!!" quando ho detto che avrei aggiornato

Quindi eccomi qui. Dunque...

Sono tornata dalla Croazia. Una bellissima settimana tra sole, mare e (ahimè) italiani. Ah no, c'erano anche i bimbi tedeschi nudi, perché a quanto pare da loro gli under12 portano solo costumini adamitici, anche per girare in strada.
La casa era stupenda, piccola ma funzionale. Adatta a noi.
Abbiamo speso pochissimo in cibo perché avevamo portato il più dall'Italia e anche l'appartamento è venuto poco. I padroni di casa erano gentilissimi e se avessi avuto le pentole giuste gli avrei preparato volentieri una torta e qualche biscotto.

(il giardino davanti)

La casa era circondata da un bosco e da tanto verde. Tantissimi alberi da frutto (fichi, kiwi, albicocche...) tutti a nostra disposizione (ma io piccina non ci arrivavo e Nick non aveva voglia di alzare una mano). Inoltre, invece dei classici piccioni o tortore, lì avevamo le upupe!


Dal balcone (l'unico appartamento ad averlo in tutta la casa) potevamo vedere il mare e farci un'idea di quanta gente c'era in spiaggia. Così potevamo scegliere se rischiare (c'era una sola spiaggia -piccoletta - in tutta Banjole) o se andare direttamente sulle scogliere, dove non era possibile fare bagni (l'acqua era profondissima) ma almeno si prendeva il sole in tutta tranquillità (per quanto una di origini austriache possa abbronzarsi).


In conclusione Banjole è una bella cittadina (anzi, forse è più un quartiere) ma non ha un centro, non ci sono luoghi da visitare, la spiaggia è minuscola e c'è un unico negozio che ovviamente è sempre preso d'assalto (con il risultato che non c'erano mai carrelli e le code alla cassa erano chilometriche).
Nick pensa di tornare a Medulin l'anno prossimo. Lì c'è un centro carino con una bella chiesetta, ci sono angoli interessanti da visitare, la spiaggia è lunga e alla sera c'è movimento.

Tornando a Banjole, ecco altre foto del panorama dal nostro balcone, dell'isola che avrei voluto raggiungere col materassino (ma Nick non me l'ha permesso) e delle scogliere il giorno che c'era vento.




Al ritorno abbiamo fatto una capatina a Porec. Il centro è stupendo e mi sarebbe piaciuto avere più tempo per visitarlo meglio. Chissà in futuro, dopotutto Nick aveva trovato un appartamento anche lì!









E poi niente, il 13 agosto siamo rientrati in Italia ma Nick mi ha sequestrata a casa sua.
Così il 14 ho passato la domenica con lui e i suoi mentre il 15 (ferragosto) è arrivata anche la famiglia di sua sorella per una mega grigliata. 


Il rientro a casa mia è stato tragico: zero voglia di disfare le valigie, zero voglia di tornare alla vita di tutti i giorni. Per fortuna mancava qualche giorno e poi sarei dovuta partire in campeggio con mia cugina e le sue ragazze. Ma quella che pensavo potesse essere un'ulteriore vacanza si è rivelata una settimana piena di lavoro (delegato dalla dolce cugina neomamma). Nessuna foto però, le ha ancora tutte mammina-cugina.

Ma una cosa posso dirvela. Ho adottato una cugina in più e così il duo ora è un trio!