Andiamo avanti.

martedì 5 marzo 2013
Rileggevo alcune pagine del mio blog e ripensavo a quanto cose avevo da raccontare una volta.

Invece ora, oltre ad aver semi abbandonato questo blog, mi ritrovo con la testa vuota e poche cose da raccontare. Che nemmeno scrivere una bio era mai stato così difficile.

Mi impegnerò per cercare un po' più di movimento.
Intanto l'8 marzo si va a correre per la festa della donna. Il mercoledì dopo aperitivo con le ex colleghe. Quindi mi aspetterà un mini corso per mettersi in proprio e per aprire la propria attività (business plan, burocrazia ecc...)

Incrociamo le dita.

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foto via Free Will

Reale vs Virtuale

mercoledì 13 febbraio 2013
Sapevo sarebbe arrivato questo momento.

Non ho mai amato mescolare troppo la vita reale con quella virtuale, soprattutto perché all'inizio lavoravo come community manager per un sito dove le utenti (under 15) indagavano sulla vita vera dei moderatori per attaccarli sul piano personale. Sì, una tristezza.

Ho lasciato quel lavoro e ho cambiato giro di amicizie, ma l'abitudine a rifugiarmi dietro all'anonimato è rimasto. Poi mi sono specializzata in una professione 2.0 e nell'estate 2012 ho iniziato un nuovo percorso professionale. Quindi il blog si è fermato.

I motivi? Semplici. Avevano iniziato a cercarmi online e non solo nelle pagine "istituzionali" (linkedin, pagine aziendali...) ma anche e soprattutto in privato per scoprire cosa facevo fuori dall'ufficio.
Ho smesso di scrivere, provando ogni tanto a creare nuovi articoli che in realtà venivano chiusi rimanendo in bianco.

Che poi non avrei nulla da nascondere, per carità. Ma questo posto è il mio angolo di sfogo e vorrei sentirmi libera di dire che XY ha ricattato ZK (ovviamente usando nomi di fantasia) senza doverne pagare le conseguenze. Che tanto con gli avvocati avrò sicuramente a che fare in futuro.

Andando al succo, la domanda che puntualmente esce fuori a questo punto è la seguente: quanta percentuale di online e di offline ci deve essere nella vita di una persona? Per vivere tranquilla, quanto dovrei raccontare e quanto dovrei tenere per me? Meglio account completamente pubblici ma senza sfoghi polemici o profili privati in cui raccontare (quasi) tutto?

Non penso ci sia una risposta uguale per tutti. Ciò che intanto so è che mi manca scrivere su questo blog, ma finché non chiarisco almeno le ultime cose col mio ex datore di lavoro, questo posto continuerà a rimanere silenzioso.

Va così...

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foto Venessa Paech

In breve...

venerdì 11 gennaio 2013
Due post fa raccontavo la mia preoccupazione in attesa del primo giorno di lavoro.
Oggi scrivo con meno paura e più consapevolezza. La stessa incognita sul futuro ma con più coraggio.
Anche di dire no.

Sono stati mesi intensi, mesi di risate, nervosismi, delusioni, soddisfazioni.
Riassumendo potrei dire che:
• quando adori le persone con cui lavori, tutto sembra più leggero
• anche gli hobby possono trasformarsi in un lavoro, se gestiti nel modo giusto
• lavorare in un unico ufficio non significa avere gli stessi obiettivi
• lo sfruttamento esiste ancora
• Moccia è uno di noi, anche se non comprerei mai i suoi libri
• qualcuno (è un vip ma evito nomi, si sa mai) è costruito a tavolino dalla moglie
• creare un grande evento dagli ottimi risultati significa ricevere solo una stretta di mano dal capo
• è possibile realizzare quattro eventi in tre mesi senza entrare in clinica

Adesso sono ufficialmente disoccupata, anche se in ufficio vado lo stesso.
Resto in attesa di una proposta (dicono sia nell'aria) mentre mi guardo intorno con aria consapevole.
Ora so quali sono le mie potenzialità, so quanto valgo e so cosa voglio.
L'esperienza fatta finora è stata un'ottima gavetta, ma sono anche pronta a dire di no e a ricominciare se necessario.

Nel frattempo cerco nuovi stimoli studiando nuovi progetti.
E chissà che qualche vecchio sogno non si realizzi.

http://www.pennamontata.com/wp-content/uploads/futuro_presente_passato.jpg 
foto pennamontata.com