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Di animali, pirati e babbo natali - parte 3

venerdì 23 dicembre 2011
Il momento della storia...

Inizio a leggere e introduco il leone, che tra un roar e l'altro scalda il pubblico e gli altri ragazzi che con un misto di incredulità e divertimento ci guardano sotto shock. Tocca alla volpe, colei che si vergognava a leggere e che invece tira fuori un'aria furbetta che conquista tutti. Applausi!
Momento pavone. Arriva tutto "tronfio e sfolgorante" e per poco i flauti non si rotolano per terra dal ridere.
"Dov'è dov'è dov'è? Ah ecco! Sei dison... ah no, questo è l'angelo! Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!" Il pubblico non ce la fa più, alcuni sono in piedi che battono le mani, altri hanno le lacrime agli occhi dalle risate. Intanto intorno a noi si è formato un capannello di persone che ci riprende con telecamere e cellulari. Saremo su YouTube. La nostra reputazione è rovinata!
Continuo la storia, raccontando che l'angelo non riusciva a trovare un animale che andasse bene per la stalla quando si accorse di un paio di animali che continuavano a lavorare a testa bassa. Erano l'asino e il bue.
"Eccoli!" sussurra uno del pubblico, tra l'ironico e il divertito, ma viene sentito e la sala scoppia a ridere.
L'asino è molto bravo, serio e recita bene. Ok, ci siamo calmati terminiamo la storia.
Tocca al bue che arriva muggendo. Non è il verso appropriato ed esclama ingenuamente "Se la mucca fa muuu il bue cosa fa? Buuu?" Via gli applausi, le risate, i flauti non ce la fanno più, io ho quasi le lacrime agli occhi. Riusciamo a concludere la storia, presento Jingle Bells e me ne vado sapendo che per ragazzi e pubblico non è finita lì.

La storia infatti era un pretesto per dare il tempo al maestro di cambiarsi e vestirsi da... Babbo Natale!
Così finito il racconto è arrivato dal fondo con il pubblico che man mano che lo notava se la rideva mentre i ragazzi erano ancora più sconvolti e divertiti. Babbo Natale ha poggiato il suo sacco nero e ha iniziato a tirare fuori i berretti di Natale in finta pelliccia cuciti secoli fa dalle mogli dei responsabili della Banda Cittadini.
Sì, proprio quei berretti che i ragazzi odiano! Ma Jingle Bells è stato suonato bene e il pubblico ha battuto le mani a tempo contenti di essere ancora una volta coinvolti dalla musica.

Ed ecco il patatrac. Il brano finisce, ma non il concerto!
Invece il maestro fa alzare i ragazzi e comunica a voce alta che faranno le foto di gruppo. Il pubblico quindi si alza e inizia a vestirsi, io corro a ricordare al maestro che le foto possono farle dopo, se le fanno ora il pubblico se ne va e il bis, se hanno intenzione di farlo, sarà ascoltato da pochissimi.
Sono cinque minuti di caos totale. Faccio risedere i ragazzi, il maestro pare spaesato, contemporaneamente cerco di dire qualcosa di sensato al microfono in modo da non far scappare il pubblico che intanto è già incappottato e diretto all'uscita. Uno dei ragazzi mi incoraggia sussurrandomi che si è rovinata tutta l'atmosfera, che metà pubblico se n'è andato e che ormai abbiamo fatto una figuraccia. Io non mollo e continuo a parlare a vanvera nel microfono.

Finalmente sono tutti seduti al proprio posto e dicendo non so cosa (ormai ero cotta pure io) introduco il regalo di Natale per il maestro che ero riuscita a nascondere per tutta la serata!
Brontolando perché non voleva mostrarsi vestito da Babbo, apre il pacco e ringrazia tutti.

Ora la serata è finita sul serio. Ora si può andare a mangiare il rinfresco. Ora posso finalmente sedermi e riposarmi. No, non è vero. Tutti arrivano a complimentarsi per la storia e scopro che è quasi piaciuta più questa dell'intero concerto. Mi chiedono copie, link al sito e l'autore. Ma che ne so io? Ho solo googlato!

Ore 23 - Il pubblico è quasi tutto andato, io sono bloccata da un paio di persone che continuano a chiedermi della storia, il cibo è stato quasi spazzolato via (tre pandori, tre panettoni, due teglie di stria farcita prima del concerto, tre teglie di pizza, dolci, salatini, patatine e paidoro...) e gli strumenti sono pronti per essere caricati in auto e riportati in banda.

I commenti che sento in giro mi fanno capire che la serata ha avuto successo e anche i ragazzi stessi ne parlano come di un concerto "bellissimo ed esilarante". Sono soddisfatta, distrutta ma soddisfatta.
Il pubblico era un centinaio e oltre ad aver ricevuto complimenti per il programma, mi è stato anche proposto di cantare alcuni brani del gruppo. Il maestro non sembrava entusiasta dell'idea, ma non sembrava nemmeno aver gradito più di tanto il regalo, anche se ho sentito dire che invece era stato graditissimo.

Eh, la stanchezza... riprenderemo più avanti gli argomenti, ora abbiamo troppo bisogno di riprenderci.

 

Di animali, pirati e babbo natali - parte 2

giovedì 22 dicembre 2011
Dicevamo...

Ore 21 - Si va in scena. Questo è IL concerto di Natale. Una volta lo facevamo in maggio ed era IL concerto dell'anno. Ora è IL concerto di Natale che tutti aspettano, quello dove c'è miglior acustica, dove il pubblico è più contento e dove il rinfresco finale ripaga di tutte le fatiche degli ultimi giorni.

Iniziamo subito con una mini gaffe.
Io e il maestro siamo fuori a parlare degli ultimi dettagli quando ad un tratto sentiamo in sala il brusio di chi aspetta qualcuno che è stato annunciato ma non arriva. "Dai tocca a te, ti hanno già dato la parola" mi viene detto mandandomi dentro. Entro e vengo accolta da risatine e mugolii sorpresi. No, io non c'entravo nulla era il maestro che volevano.

Proseguiamo comunque tranquilli, tra autori olandesi, belgi, inglesi, austriaci, italiani...
Io sono tranquilla sulle pronunce dei nomi perché mi sono documentata e mi improvviso insegnante per chi, tra un brano e l'altro, mi chiede perché "Johan Nijs" l'ho pronunciato "Ioan Nes".

E' il momento di Rikudim e il maestro mostra ai ragazzi un cartello che li diverte.
Parte il brano e qualcuno viene a chiedermi spiegazioni, anche loro vogliono ridere! Provo a spiegarlo, ma è una storia del vecchio concerto, difficile da capire per chi non c'era.
Al termine di Rikudim tutti i ragazzi devono gridare "Uè!". All'ultimo concerto però hanno voluto fare uno scherzo a un sax e così nessuno l'ha detto se non lui e il maestro. Quindi sul cartello c'era solo scritto "Dite tutti UE!"

Non so più che ore sono perché ormai non ho tempo neanche per controllare l'orologio.
Siamo però arrivati alla fine, tocca al pezzo forte, a Pirates of the Caribbean. I ragazzi sono bravissimi, il brano (un arrangiamento di più pezzi) è lungo ma coinvolgente. Il pubblico acconsente con entusiasmo ogni volta che riconosce un pezzo e la richiesta del bis è inevitabile.

Tocca al momento clou della serata. I ragazzi non sanno niente, se non che per un strano motivo va letta una storiella natalizia. Incuriosisco il pubblico chiedendo se sanno perché nella grotta c'erano l'asino e il bue e in poco tempo mi ritrovo tutti gli animal... cioè i ragazzi in fila accanto a me. Bravi!

[continua]

Di animali, pirati e babbo natali - parte 1

mercoledì 21 dicembre 2011
Ore 6.30 - Sveglia in fretta, colazione con lo stomaco chiuso e via di corsa a preparare le ultime cose: programmi, biglietto d'auguri, regali per il maestro, cartelli per le porte, storia di Natale, presentazione...

Il programma è la mia bega più grande. Era pronto, bello e a colori. Ma la stampante ufficiale ci lascia le penne. Provo con la mia stampante di casa, ma finisce l'inchiostro. Mi metto il cuore in pace: cambio il programma, lo faccio in bianco e nero e lo stampo con la mia laser. No, fermi tutti! La stampante ufficiale è resuscitata! E allora ricambia il programma, riaggiungi i colori e prepara il pdf per la stampa.

Il biglietto d'auguri è un piacevole passatempo. Il maestro suona il clarinetto e così tra fotomontaggi e ciccia photoshoppata ho trasformato la silhouette di un magro jazzista in un Babbo Natale clarinettista. Decido di mettere il biglietto nella scatola regalo che però ho fretta di chiudere. Stampo quindi dalla mia laser che si ribella e mi stampa una parola ogni due. Mi tocca preparare il pdf per la stampante ufficiale.

Storia di Natale. Avete mai provato a cercare una storia di Natale su internet? Potete andare su qualsiasi sito, i risultati sono sempre gli stessi: racconti deludenti, deprimenti, senza significato e senza sapore. Alla fine trovo questa e con molta riluttanza preparo il pdf.

Sono a buon punto, mi manca da ripassare la presentazione e preparare me, myself and I per la serata.
Un momento. Sulla presentazione c'è scritto che facciamo solo due tempi di Rikudim mentre in programma ce ne sono tre. Cosa devo correggere? Chiama il maestro, cerca di capire, rispondi alle sue domande, salutalo e correggi alla bene e meglio la presentazione inventandoti qualcosa per il tempo mancante. Olè!

Ore 13 - Ok, ci sono. Mi sono messa subito l'abito per il concerto che non ho mica tempo per cambiarmi dopo. Ho preparato le borse con tutto il materiale. La chiavetta ha tutti i file pdf che mi servono. Il regalo lo incarterò là mentre stampo. Già che ci sono mi procuro dei fogli rossi e mi faccio una cartellina professionale con logo del gruppo per quando presento. Inspira - espira. Mangio e ho finalmente tempo per me.

Ore 13.30 - Oh yeah, ora mi lavo i capelli. No, alle 15 si parte e io coi miei capelli chilometrici mica faccio in tempo a lavarli, asciugarli, piastrarli e acconciarli. Mannaggia, ci vuole un piano B.
Passo praticamente tutto il tempo a legare e sciogliere i capelli. Alla fine opto per una treccia francese con pouf. Dato che i capelli sono comunque da lavare aggiungo anche un po' di lacca che nonsisamai (per la cronaca, stamani mi sono svegliata perfettamente pettinata). Non ho tempo per lo smalto e me lo metto in borsa.

Ore 15 - Si parte! Passo le successive due ore e mezza a stampare, colorare, ritagliare, impacchettare il regalo con la Gazzetta dello Sport con in bella vista articoli sull'Inter (il maestro è juventino). Chiedo a mio padre di leggere la storia di Natale e di dirmi quanto è triste. Non commenta, brutto segno. Lo vedo cercare in internet altre storie. Bruttissimo segno. Non trova nulla di meglio. Panico! E se è troppo sciocca? E se il pubblico mi guarda come se fossi matta? E se è troppo corta? Pazienza, ormai è tardi. Sono in ballo e mi tocca ballare.

Ore 18 - Eccoci a destinazione. Gli strumenti arriveranno alle 19.15 circa. I ragazzi un'ora dopo. Ho un'oretta per spostare i tavoli da una stanza all'altra, smistare le sedie, attaccare i cartelli, nascondere il regalo per il maestro, piegare i programmi e metterli in posizione, preparare il rinfresco, controllare che le stanze per i ragazzi, il camerino del maestro e la stanza per l'intonazione siano in ordine, rileggere la presentazione e preparare me, myself and I.

Ore 20 - Laudato sii, mio Essence, per lo smalto che asciuga in pochi secondi. Così tra una cosa e l'altra me lo sono messo. Nessuno si è accorto di nulla e io non ho sbavato in giro.
Sistema i ragazzi, procura l'acqua alle trombe, fai vedere dove sono i bagni, dai il benvenuto al pubblico, rispondi a chi ti chiede informazioni, tranquillizza i ragazzi...
Ah, ma c'è anche la storia di Natale da leggere. E se ogni animale venisse letto da un ragazzo? Prendi la storia, cerca i ragazzi "Mi fai un animale?" "Cosa? Ma sei fuori?" "Devo leggere una storia, mi faresti un animale?" "Una storia perché?" "Così..." "No no, mi vergogno" "Ehi! Ho una storia di Natale da leggere, mi aiuti?" "Posso vedere? Bello, voglio fare il leone!" "Mi aiuti con la storia?" "Che animale ti serve?" "Asino, bue, pavone e volpe" "No, io quegli animali non li faccio" "Io ti faccio l'asino!" "Sicuro?" "Ma devo fare la volpe?" "Solo se vuoi" "Ma devo recitare?" "Leggila come ti senti, non voglio costringerti a fare qualcosa che non ti va" "Posso fare il pavone? E' bellissimo! Entrerò in questo modo e mostrerò la ruota tutto orgoglioso" "Ti ho trovato il bue!" "Non voglio fare il bue!" "Allora cerco qualcun altro" "No dai, ti faccio il bue".

Alle 21 finalmente andiamo in scena, ma questo ve lo racconto più avanti ;)


Buonanotte!

martedì 20 dicembre 2011
Rientrata ora dal Gran Concerto di Natale.
Bello, divertente ma stancante. Il finale è stato col botto.
Ora non vedo l'ora di accucciarmi sotto al piumone, è da venerdì (altro concerto) che non dormo.


Fuori dalla finestra vedo Orione. Sarà sicuramente una buona notte!

http://www.canino.info/rubriche/astronomia/dicembre/orione/Orione.jpg