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Reale vs Virtuale

mercoledì 13 febbraio 2013
Sapevo sarebbe arrivato questo momento.

Non ho mai amato mescolare troppo la vita reale con quella virtuale, soprattutto perché all'inizio lavoravo come community manager per un sito dove le utenti (under 15) indagavano sulla vita vera dei moderatori per attaccarli sul piano personale. Sì, una tristezza.

Ho lasciato quel lavoro e ho cambiato giro di amicizie, ma l'abitudine a rifugiarmi dietro all'anonimato è rimasto. Poi mi sono specializzata in una professione 2.0 e nell'estate 2012 ho iniziato un nuovo percorso professionale. Quindi il blog si è fermato.

I motivi? Semplici. Avevano iniziato a cercarmi online e non solo nelle pagine "istituzionali" (linkedin, pagine aziendali...) ma anche e soprattutto in privato per scoprire cosa facevo fuori dall'ufficio.
Ho smesso di scrivere, provando ogni tanto a creare nuovi articoli che in realtà venivano chiusi rimanendo in bianco.

Che poi non avrei nulla da nascondere, per carità. Ma questo posto è il mio angolo di sfogo e vorrei sentirmi libera di dire che XY ha ricattato ZK (ovviamente usando nomi di fantasia) senza doverne pagare le conseguenze. Che tanto con gli avvocati avrò sicuramente a che fare in futuro.

Andando al succo, la domanda che puntualmente esce fuori a questo punto è la seguente: quanta percentuale di online e di offline ci deve essere nella vita di una persona? Per vivere tranquilla, quanto dovrei raccontare e quanto dovrei tenere per me? Meglio account completamente pubblici ma senza sfoghi polemici o profili privati in cui raccontare (quasi) tutto?

Non penso ci sia una risposta uguale per tutti. Ciò che intanto so è che mi manca scrivere su questo blog, ma finché non chiarisco almeno le ultime cose col mio ex datore di lavoro, questo posto continuerà a rimanere silenzioso.

Va così...

https://venessapaech.files.wordpress.com/2012/05/online_offline.jpg 
foto Venessa Paech

In breve...

venerdì 11 gennaio 2013
Due post fa raccontavo la mia preoccupazione in attesa del primo giorno di lavoro.
Oggi scrivo con meno paura e più consapevolezza. La stessa incognita sul futuro ma con più coraggio.
Anche di dire no.

Sono stati mesi intensi, mesi di risate, nervosismi, delusioni, soddisfazioni.
Riassumendo potrei dire che:
• quando adori le persone con cui lavori, tutto sembra più leggero
• anche gli hobby possono trasformarsi in un lavoro, se gestiti nel modo giusto
• lavorare in un unico ufficio non significa avere gli stessi obiettivi
• lo sfruttamento esiste ancora
• Moccia è uno di noi, anche se non comprerei mai i suoi libri
• qualcuno (è un vip ma evito nomi, si sa mai) è costruito a tavolino dalla moglie
• creare un grande evento dagli ottimi risultati significa ricevere solo una stretta di mano dal capo
• è possibile realizzare quattro eventi in tre mesi senza entrare in clinica

Adesso sono ufficialmente disoccupata, anche se in ufficio vado lo stesso.
Resto in attesa di una proposta (dicono sia nell'aria) mentre mi guardo intorno con aria consapevole.
Ora so quali sono le mie potenzialità, so quanto valgo e so cosa voglio.
L'esperienza fatta finora è stata un'ottima gavetta, ma sono anche pronta a dire di no e a ricominciare se necessario.

Nel frattempo cerco nuovi stimoli studiando nuovi progetti.
E chissà che qualche vecchio sogno non si realizzi.

http://www.pennamontata.com/wp-content/uploads/futuro_presente_passato.jpg 
foto pennamontata.com

Event Planner

martedì 28 agosto 2012
Complici le serie tv, mi sono sempre immaginata le event planner come donne eleganti e in carriera.
Capirete quindi la mia paranoia la sera prima di iniziare e il mio stupore quando ho visto i colleghi. C'era chi andava in giro col cavallo basso, chi girava col copricostume e ciabattine, chi aveva il mollettone in testa...

L'ambiente è piacevole, forse un po' troppo (nel senso che è così perfetto che mi aspetto l'imbroglio), i colleghi sono simpatici e alla mano. Il capo che terrorizza tutti mi sembra tranquillo, è la responsabile che tutti adorano mi spaventa un po'.

Il primo evento che mi hanno affidato è terribilmente grande e complicato. È il più grosso dell'azienda, quindi mi aspetto che il resto sia una passeggiata. La conferenza stampa è in grande stile: costosi omaggi per giornalisti nazionali, cena di gala per loro, pernotto in hotel... tutto a spese nostre (cioè degli sponsor).

L'unico lato negativo, per ora, sono i ritmi. Ero abituata a gestirmi io il tempo, facendo magari più pausa dopo pranzo ma lavorando fino alle 21 e invece ora è tutto preciso e scandito. Cioè normale per molti di voi, ma io devo abituarmi.

Comunque finché mi lasciano al sito internet e ai profili social sono contenta.
Poi vediamo lunedì, quando firmerò il contratto.

http://magazine.zankyou.com/it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-82.png
foto zankyou.it

Happy Mia

venerdì 17 agosto 2012
Scrivo in un momento di pausa per aggiornarvi un po'.
Sto passando le più lunghe vacanze della mia vita, roba che nemmeno quando ero piccola.
Partenza il 3 per Arsiero, partenza il 5 per Livigno, rientro l'11 ad Arsiero e rientro il 14 a Modena in dolce compagnia. Partenza il 20 per la Svizzera e rientro il 25.

Eppoi? Eppoi inizio a lavorare. Event planner. Davvero e non freelance.
Già due eventi affidati, già una conferenza stampa in programma.
Prevedo frequenti viaggi tra Modena, Cremona e Milano.
È probabile che farò anche da social media manager ma va benissimo.
Manca giusto da firmare il contratto, ma Ciuffo ha voluto festeggiare regalandomi un Samsung Galaxy Tab (la scusa: "eh, a Livigno costa meno"). Inutile dire che l'ho usato così tanto che me lo sono già sognata di notte.

Quindi niente, aspetto un settembre interessante ma incognito.
Sto bene e sono felice. Che altro potrei volere di più?


passo dello Stelvio

Era

mercoledì 27 giugno 2012
foto facebook

E vissero per sempre felici e contenti.

giovedì 3 maggio 2012
E matrimonio fu.
Mentre vi scrivo gli sposi sono in luna di miele da qualche parte in Europa. Beati loro.

E' stato un matrimonio semplice ma curato, ricco di colpi di scena.
Come quando sono arrivata in stazione proprio mentre le altre damigelle scendevano dal treno, non ci siamo incrociate per pochi attimi e ci abbiamo messo più di venti minuti per ritrovarci.
O come quando la sposa è arrivata in chiesa e ha scoperto che lo sposo... non c'era.

Eravamo tutti dentro che ci chiedevamo che fine avesse fatto lo sposo (anche il mio ragazzo via sms: "ma ci ha ripensato? O.o"), quando mi dicono che è arrivata la sposa.
Ma come? E lui? Saranno arrivati insieme. Insieme? Ma se eravamo d'accordo che lei partiva quando lui era già qui. Mica avranno cambiato anche questo?
Esco con le altre damigelle e arrivo all'auto. Il padre scende sconsolato, la sposa è irrigidita in una nuvola bianca. E va bene, affrontiamo anche questa!
Scendono tutti dall'auto e mi ritrovo sul sedile posteriore a fare da psicologa per una sposa con l'attacco di panico. "Avrà fatto tardi, starà arrivando, tranquilla". Poi mi passano lui che è al telefono.
"Doveva squillarmi prima di partire, dille che è una puzzona!"
"Doveva essere già qui, gli spezzo le gambe!"
Evviva gli sposi!!!


Lo sposo era semplicemente rimasto bloccato nel traffico e, contrariamente a quanto pensava la sposa, nessuno lo aveva chiamato per informarlo della partenza di lei.
Così lei è stata rimandata a farsi un giro e lui è arrivato poco dopo a tutta velocità, seguito dai suoi prodi.

La cerimonia è stata semplice e carina, le musiche scelte dalla sposa erano d'effetto.
Riuscite a immaginarvi la mia bellissima amica (bella davvero, a volte da prendere a schiaffi ma comunque bella) entrare in un lunghissimo abito bianco sulle note di Only hope? Sigh.

Dopo la cerimonia è stato il momento del lancio del riso. Cioè dei petali.
Sì, perché la mia amica è africana e lanciarle il riso significava ritrovarla dopo la luna di miele coi germogli tra i capelli. Meglio evitare.
Peccato che qualcuno non abbia gradito e così mi sono ritrovata a dover calmare le polemiche.
"Ma che matrimonio è senza riso?"
"Il matrimonio della sposa che ha chiesto espressamente di non lanciarlo."
"Ma lui l'ha preso."
"Lui è il best man, sa quello che fa e comunque non lo lancerà alla sposa."
Finita qui? Macché, è bastato tirare fuori le bolle di sapone per far ripartire quella persona.
"Eh, ma il sapone è peggio del riso. Ha sentito? Non vogliono riso, ma che matrimonio è?"


Fortunatamente gli sposi sono usciti in fretta, gli invitati si sono limitati ai petali, le bolle di sapone hanno conquistato tutti e il best man ha lanciato il riso in testa allo sposo mentre la sposa era altrove.

A seguire aperitivo e subito buffet, che la sposa continuava a chiedere "ma quando si mangia?"
E allora mi sono lasciata andare. Dopo quattro mesi di stress e ansia ho deciso di meritarmi un premio e mi sono buttata sul cibo. Credo di aver mangiato qualcosa come 5 tramezzini, 4 mini panini imbottiti e 7 croissant salati. Gnam.

Contemporaneamente, nella sala accanto, i bimbi erano intenti a colorare nell'apposita Kids Area. Così loro non facevano danni e i genitori potevano chiacchierare in libertà. Missione compiuta!

La torta era buonissima, alla frutta e con la panna. Era a forma di quadrifoglio (quattro cuori) ed era stata ideata dagli sposi. Prima però una persona ha voluto che lanciassero i confetti.
I confetti. Sarà che per me, cresciuta in una famiglia di sei, lo spreco di cibo è illegale. Sarà che non è un'usanza tipicamente emiliana (ma nemmeno romagnola e veneta, a sentire gli invitati).
Fatto sta che tutti sono rimasti allibiti. Il lancio dei confetti addosso agli invitati? Ma fanno male!
Ma costano! "Ma sì, è tradizione! Lanciate! Lanciate!" Boh.
[Aggiornamento: leggo online che sì, è tradizione lanciare i confetti. Ma agli sposi insieme al riso. E comunque - immagino - non i confetti enormi e tosti.]


Poi siamo usciti nel giardino a fare le foto.
Capitolo a parte per la fotografa. Mi auguro di cuore che sia stata scelta perché in possesso di una reflex digitale e non perché aspirante a tale titolo. Mi spiego. Scattava una foto e subito la guardava. Foto riuscita? Ok, finito il momento foto. Foto non riuscita? Subito da eliminare e da rifare. What?!?
E continuava a guardarmi come se fossi un'ignorante di categoria, rispondendomi allo stesso modo.
"Fai una foto agli invitati tutti fuori dalla chiesa con il fiato sospeso?"
"Ma figurati."
"Ci fai una foto da dietro per mostrare gli abiti?"
"E che foto sarebbe?"
"Mi farai avere una copia delle foto?"
"A che ti servono? Tuo padre ha già fatto il video."
Però amava i nostri bouquet, eccome se li amava. Altrimenti perché continuare a scattare assurdi primi piani ai nostri fiori, tra l'altro nelle pose più strane? Credo abbia fotografato solo quello.
Bah.

Alla fine è arrivato il momento del ballo, ma io stavo dormendo in piedi e così dopo il primo degli sposi me ne sono tornata a casa. Ormai avevo assolto i miei doveri di wedding planner/psicologa/damigella/amica, meritavo un po' di riposo!

Una volta rientrata alla base ho realizzato che:
» non avevo versato nemmeno una lacrima
» avevo l'abito ancora bagnato dalle bolle di sapone
» più di una persona aveva commentato dicendo "questo sì che è un bel matrimonio"
» molto probabilmente non avrei più rivisto la mia amica fino ad agosto


Parlando domenica con la madre ho anche scoperto che l'ansia che la sposa aveva nell'ultimo mese non era tanto legato al matrimonio, quanto alla paura di perdere tutti gli amici che ha lasciato qui. Il suo incubo più grande è sempre stato quello di essere dimenticata e considerando che ora si trasferirà in Sicilia, non è una paura da poco.

Io da parte mia ho già iniziato a sentire nostalgia.
Non andrò più a prenderla sotto casa, non riceverò più sue telefonate con richieste di hackerare la sua email perché non ricorda la password, non la sentirò più dire "sto sudando come un pesce sott'acqua".

Ma tanto tra poco toccherà a me cambiare regione. E allora smetto di scrivere questo post che altrimenti davvero mi sale l'angoscia.

La genealogia degli oggetti

martedì 27 dicembre 2011
Non sono una genealogista e anzi, ho sempre guardato un po' annoiata tutto ciò che riguardava la storia di famiglia. Forse proprio perché, da brava figlia di genealogisti, sono stata abituata fin da piccola a viaggiare per città alla ricerca di nomi strani in documenti vecchissimi.

Però sono sempre stata curiosa, questo sì. Ed è grazie alla mia curiosità che più per divertimento che per altro ho iniziato una mia ricerca personale. Un vecchio album fotografico, qualche appunto scritto il secolo scorso e la voglia di ritrovare quella famiglia.

Non pensavo di trovare nulla, anzi i primi esiti sono stati proprio scoraggianti. E invece ora, a distanza di mesi, mi ritrovo due famiglie di eredi curiosi di conoscere meglio le loro origini, un giornale inglese che parla di me e un'antiquaria curiosa di sapere la storia di un oggetto da lei venduto. Per non parlare della relazione che mi hanno chiesto di preparare per un convegno nazionale...

Vi terrò aggiornati sul caso Hill.




I miei primi fiori

lunedì 19 dicembre 2011
Ti sarà capitato ogni tanto di vedere qualcuno ricevere dei fiori.
Sì, a volte i fiori li hai ricevuti anche tu, ma riceverli così in pubblico come omaggio è diverso.
Perché? Non lo sai, però ti piace.

Ti è capitato anche di pensare che è faticoso stare dietro a tutto e a tutti, controllare i ragazzi, raccogliere i soldi, organizzare una sorpresa alla persona con cui organizzi il concerto... ti capita anche di chiederti se mai qualcuno se n'è accorto. Non tanto per essere lodata, ma almeno apprezzata perché ecco non è così semplice.

E così ti ritrovi a pensare che magari una sorpresa potrebbero farla anche a te. Ti ritrovi a pensare che come tu fai le sorprese agli altri, effettivamente ti piacerebbe che la sorpresa la facessero a te.
Poi per ci rimani male perché no, nemmeno questa volta il tuo nome è tra quelli ringraziati e no, nemmeno questa volta c'è qualcosa per te.

Ecco perché alla fine di quel concerto di cui ti importava relativamente ti sei seduta aspettando che fosse tutto finito. Ecco perché il tuo unico pensiero in quel momento era "smonto i leggii e andiamo a casa". Ecco perché quando la bambina nuova si è allontanata hai pensato "perché non rimane a prendersi gli applausi?", ecco perché quando è arrivata con un mazzo di fiori hai pensato "ma L non li sopporta i fiori".

Poi L a voce alta dice che sono per te, per tutto quello che hai fatto, ed ecco che caschi dalle nuvole. Non sai cosa dire, non te l'aspettavi e sei sorpresa. Alla faccia di tutte le volte che desideravi un riconoscimento.

Quindi ecco i miei primi fiori. Sì, i primi. Perché ora ne voglio tanti altri!


E-shop

mercoledì 23 novembre 2011
I negozi online sono una brutta cosa, sapevatelo.
Che mi è appena arrivata una mail pubblicitaria e allora ho visitato subito il sito.

Ed è stata la fine.

Bow Bauble Purse - €18.99




Religion Impact Studded Purse - €34.99


Pearly Slipper Boot -  €12.99



Spongebob Smile T-shirt - €15.99

 Wakey Wakey Pyjamas - €18.99




 Minnie Nightshirt - €15.99



 Gathered Slinky Funnel Top - €9.99



I Love To Tweet Tee - €11.99



Passato, presente e futuro

venerdì 4 novembre 2011
Che siete rimasti un po' indietro con la mia vita ed è giusto che vi aggiorni.
Dunque.

Con l'università sono ufficialmente ferma. Non davo più esami, causa crisi non riuscivo ad essere puntuale coi pagamenti e quindi stop. Ma state tranquilli che a tempo perso sto preparando Diritto dell'informazione (o qualcosa del genere) quindi appena sono pronta ricomincio a dare gli esami.
A rovinarmi è stato lo stage del terzo anno. "Mai lavorare mentre si studia" mi hanno sempre ripetuto... dopo che il danno era ormai fatto. Perché non bisogna lavorare? Perché la pratica è il male in una università quasi esclusivamente teorica. E così mi sono stancata di studiare, molto meglio mettere direttamente in pratica, no?

L'associazione di paese è stata gentilmente mandata a quel paese.
Un gruppo che si chiama "Insieme per" e poi ognuno pensa per sè spettegolandosi alle spalle non è il massimo. Io mi occupavo del sito e del giornalino locale. Già, il giornalino. Sette persone in redazione e non una di queste che in tre anni ha mosso un dito. Io scrivevo articoli, io inseguivo chi doveva mandarmeli, io ricevevo le bidonate ("ah, mi sono dimenticato") e io venivo ripresa perché il numero non usciva puntuale.
Il colmo è stato quando mi sono ritrovata da sola a preparare il numero di agosto: della redazione non c'era nessuno (tutti in ferie senza salutare), non era rimasto materiale (ma va?) e a tutti i costi il numero di agosto doveva uscire entro i primi del mese. Peccato che in tre anni non abbiamo mai avuto un numero di agosto. Quindi immaginatemi con le valigie da fare a ricercare articoli ricevendo email di gente inutile che continuava a chiedermi "allora come siamo messi?" "allora usciamo o no?"
Ovviamente a settembre ho dato le dimissioni. E come mi hanno risposto? "Grazie per tutto ciò che hai fatto, sei stata veramente importante ed è stato bello lavorare con te. Ah, già che ci sei ci fai un ultimo numero?". Sempre meglio di "Ma quale mancanza di tempo, tu non fai il giornalino perché passi tutto il tuo tempo a Vicenza dal tuo ragazzo".
Tralasciando la mia voglia di prendere a sberle qualcuno, siamo rimasti che col giornalino si arrangiano e del sito continuo ad occuparmene io. A patto che mi fanno avere tutte le info per tempo! Perché anche lì non mi dicevano nulla delle iniziative e poi si lamentavano perché il sito non era aggiornato. Bah.
In conclusione: hanno delegato il giornalino ai giovani di paese. Sì, quegli stessi giovani che nessuno conosce e che si vedono solo quando ci sono le attività dei bimbi perché c'è la merenda con la Nutella. Quegli stessi giovani che si lamentano della poca vita di paese e poi non partecipano al concerto rock con ospiti importanti. Quegli stessi giovani che si sono lamentati dell'articolo che parlava di loro come pigri nulla facenti e che mi hanno promesso un articolo di risposta. Articolo che non ho mai visto, of course.
Insomma, ero lì che me la ridevo all'idea di un giornalino fantasma quando mi arriva l'invito per partecipare alla prima riunione di redazione. No grazie, ne ho abbastanza ma complimenti per l'impegno.
Poi oggi scopro i membri della redazione: Genoveffo (meglio non usare il nome vero, si sa mai)
E questi sono i giovani di paese? Lui? Colui che si è proposto spintaneamente per organizzare il concerto rock e che dopo una riunione non si è più fatto vedere? Lui? E gli altri?
Io continuo a ridermela sotto i baffi che non ho, sperando sempre di essere smentita da un momento all'altro.

Col mio blog multiutente sono messa meglio. Certo, se avessi scritto questo post mercoledì avrei detto che era la fine, una tragedia e che forse era il caso di chiudere tutto. Ma io non mollo.
Abbiamo lasciato la vecchia squallida piattaforma e ci siamo trasferite altrove. La vecchia piattaforma ha subito il restyle ma purtroppo la redazione è rimasta la stessa. Poco rispetto per gli utenti e troppa voglia di primeggiare. Hanno perso più della metà degli utenti che hanno portato alla ribalta quella community, ma a loro non interessa. Ora sono anche su twitter e hanno fatto uscire un magazine nuovo, eh. Mica pizza e fichi.
Ma non mi importa. La formula del nostro mini successo è sempre stata la noncuranza di ciò che ci succedeva intorno. Sempre meglio pensare a sè e ai propri obiettivi. E qualcosa bolle in pentola...

Finalmente ho deciso cosa fare da grande!
A dir la verità lo avevo deciso quando andavo alle medie. In seconda media ho scelto le scuole superiori e in prima superiore ho scelto l'università. Una volta però che ho iniziato a dare gli esami mi sono accorta che c'erano infiniti sbocchi e infinite possibilità. Ed è stato panico.
Web designer? Grafico? Event planner? Photo restauration? Però anche i social media non mi dispiacciono.
Il mio problema è sempre stato che il mio (futuro) lavoro era anche il mio hobby. Quindi non c'era una grande distinzione tra tempo libero e tempo occupato perché sempre quello facevo.
Ho imparato però che saper far bene le cose non implica trasformare quelle capacità in un lavoro. Certo, possono servire, ma perché accontentarmi ad essere grafico se sono anche in grado di studiare strategie coi social media? Anzi, forse queste capacità possono aiutarmi a relazionarmi meglio coi colleghi grafici o web designer, perché essendo (stata) una di loro li capisco meglio.
Tutto questo per dire che... potrei aver trovato un lavoro.
Li conoscevo già da un po' e da brava twitteraholic sono andata a vedere il loro profilo twitter.
Disastro! Aggiornamenti automatici e incomprensibili! Interazione con l'utente pari a zero!
Per curiosità ho visitato anche il loro profilo facebook. Esatto, profilo e non pagina!
E così sono riuscita ad arrivare a loro e a spiegare come potevano migliorare la comunicazione e l'immagine online. Sono rimasti interessati e mi hanno proposto una collaborazione.
Non male, eh?
Ora spero che mi chiamino al più presto, non tanto per me quanto per i loro profili social che sono sempre peggio. Ecco, ora mi sento la paladina dei social media trascurati.

E niente, questa è la mia vita aggiornata al 4 novembre 2011.
Domande?

http://underscoopfire.com/wp-content/uploads/2011/07/Lynda-Carter-as-Wonder-Woman.jpg

Bye bye Croatia!

mercoledì 26 ottobre 2011
Ed eccomi finalmente di ritorno dalle mie ferie estive!!!
Ok, in realtà sono tornata e andata parecchie volte, ma era l'ispirazione quella che rimaneva assente.

Ma ora aggiorno, principalmente per tre motivi:
1. perché non voglio fare la fine di mia cugina che blogga in ritardo di sei mesi (a Natale racconta dell'estate e viceversa - Erica tivibì)
2. perché il mio ragazzo passa sempre dal mio blog prima di venire da me in msn
3. perché Sascha ha esclamato un "finalmenteeeeeeeee!!!" quando ho detto che avrei aggiornato

Quindi eccomi qui. Dunque...

Sono tornata dalla Croazia. Una bellissima settimana tra sole, mare e (ahimè) italiani. Ah no, c'erano anche i bimbi tedeschi nudi, perché a quanto pare da loro gli under12 portano solo costumini adamitici, anche per girare in strada.
La casa era stupenda, piccola ma funzionale. Adatta a noi.
Abbiamo speso pochissimo in cibo perché avevamo portato il più dall'Italia e anche l'appartamento è venuto poco. I padroni di casa erano gentilissimi e se avessi avuto le pentole giuste gli avrei preparato volentieri una torta e qualche biscotto.

(il giardino davanti)

La casa era circondata da un bosco e da tanto verde. Tantissimi alberi da frutto (fichi, kiwi, albicocche...) tutti a nostra disposizione (ma io piccina non ci arrivavo e Nick non aveva voglia di alzare una mano). Inoltre, invece dei classici piccioni o tortore, lì avevamo le upupe!


Dal balcone (l'unico appartamento ad averlo in tutta la casa) potevamo vedere il mare e farci un'idea di quanta gente c'era in spiaggia. Così potevamo scegliere se rischiare (c'era una sola spiaggia -piccoletta - in tutta Banjole) o se andare direttamente sulle scogliere, dove non era possibile fare bagni (l'acqua era profondissima) ma almeno si prendeva il sole in tutta tranquillità (per quanto una di origini austriache possa abbronzarsi).


In conclusione Banjole è una bella cittadina (anzi, forse è più un quartiere) ma non ha un centro, non ci sono luoghi da visitare, la spiaggia è minuscola e c'è un unico negozio che ovviamente è sempre preso d'assalto (con il risultato che non c'erano mai carrelli e le code alla cassa erano chilometriche).
Nick pensa di tornare a Medulin l'anno prossimo. Lì c'è un centro carino con una bella chiesetta, ci sono angoli interessanti da visitare, la spiaggia è lunga e alla sera c'è movimento.

Tornando a Banjole, ecco altre foto del panorama dal nostro balcone, dell'isola che avrei voluto raggiungere col materassino (ma Nick non me l'ha permesso) e delle scogliere il giorno che c'era vento.




Al ritorno abbiamo fatto una capatina a Porec. Il centro è stupendo e mi sarebbe piaciuto avere più tempo per visitarlo meglio. Chissà in futuro, dopotutto Nick aveva trovato un appartamento anche lì!









E poi niente, il 13 agosto siamo rientrati in Italia ma Nick mi ha sequestrata a casa sua.
Così il 14 ho passato la domenica con lui e i suoi mentre il 15 (ferragosto) è arrivata anche la famiglia di sua sorella per una mega grigliata. 


Il rientro a casa mia è stato tragico: zero voglia di disfare le valigie, zero voglia di tornare alla vita di tutti i giorni. Per fortuna mancava qualche giorno e poi sarei dovuta partire in campeggio con mia cugina e le sue ragazze. Ma quella che pensavo potesse essere un'ulteriore vacanza si è rivelata una settimana piena di lavoro (delegato dalla dolce cugina neomamma). Nessuna foto però, le ha ancora tutte mammina-cugina.

Ma una cosa posso dirvela. Ho adottato una cugina in più e così il duo ora è un trio!

E ora sono pronta (quasi).

martedì 2 agosto 2011
Lo scrivo perché tanto so che non legge.
Ieri in due ore di shopping con Sendra non ho concluso nulla.
Oggi in 50 minuti ho portato a lavoro mio fratello, sono andata da OVS, ho provato cinque costumi, ne ho scelti quattro, ho cercato una cipria Essence, ho fatto coda alla cassa e sono tornata a casa.

Meglio soli che male accompagnati? Solo in caso di shopping, dai.
Non amo prendere tutto e provare tutto, sono più per il "compro quello che mi serve e il resto non mi importa".

Fatto sta che finalmente ho i costumi.
Quattro costumi. Interi. Sobri.

(no mamma, non sono da funerale...)

Perché io sono una perina e non ho nessuna intenzione di mettermi a dieta per quei chiletti di troppo.
Mangio il giusto, non rinuncio ai dolcetti e compro costumi che valorizzino il mio corpo.

(ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale)

Ah, e il prezzo.
23 euro in tutto. Low Cost Queen.

(la reflex è defunta, abbiate pietà del piccolo Samsung)

Nero, antracite con strani pois neri di varie dimensioni, verde militare tendente al grigio, nero con fantasie crema e marrone.

Quello nero e quello verdino hanno delle arricciature sui fianchi che alleggeriscono un po' la forma.

(dettagli delle bretelline)

(Essence mattifying compact powder n. 07 translucent)

Ora mancano solo i materassini e i proteggi occhietti.

Caro Emerald - Back It Up (Official)

venerdì 15 luglio 2011


E' normale che in un album ci sia almeno una canzone che non rientri nei nostri gusti.
Quando si compravano i cd si mandavano avanti le canzoni incriminate, ora con gli mp3 si fanno direttamente fuori i file dal lettore mp3.
Ma con lei no, con lei è diverso.
Viaggio spesso e ascolto sempre la radio (w Radio Monte Carlo!), quindi mi capita di ascoltare canzoni davvero carine e di registrarne un pezzo col cellulare per poterle rintracciare più avanti con calma.
Ho rintracciato le ultime canzoni segnate e sono tutte (TUTTE!) sue. Di Caro Emerald.
Mi sono ufficialmente innamorata di lei.

http://cdn.radionetherlands.nl/data/files/imagecache/must_carry/images/lead/caro_emerald_0.jpg

In prima fila per lo Shuttle. Trenta anni dopo

mercoledì 13 luglio 2011
In prima fila per lo Shuttle. Trenta anni dopo


Vicine di casa

martedì 12 luglio 2011
Perchè si sposano, sai?
Brava ragazza lei...
Come sua madre!
Macchè, due volte sua madre!
Come si chiama lui?
William Spencer II
Ah è vero, me lo avevano detto.
E' ricco lui!
Sì, ma ha detto: "Sono il re dei soldi!" non mi piace uno così...
Sì, ma sono soldi! Fortunata lei...
No... Poi l'ho visto Ridge che ne parlava con Brooke....

al che ho preso paura e sono scappata.
cornerlist:

Quando Clark Kent si pulì gli occhiali i colleghi capirono tutto.[da LaSettimanaEnigmistica 4135 - 25 Giugno 2011]

The Muppets

è rimasta di stucco. anzi, di cera.

giovedì 7 luglio 2011
http://www.sdcdn.com/cms/magazine/64321/397ae_9.jpg?1

Doctor Meez

mercoledì 6 luglio 2011

30 anni in 1 secondo VS Ti ricordi di me? [infographic]

giovedì 26 maggio 2011