lunedì 29 luglio 2013
Non so cosa sia più imbarazzante, se l'aver pubblicato solo sei post dall'inizio dell'anno o l'essermi fermata con "Che Dio ci aiuti".

A ogni modo...

Sono tornata da una settimana immersa nella natura, una settimana offline passata tra laghi e monti sotto un cielo azzurrissimo e senza nuvole. Sono tornata al lavoro, ma già sabato riparto per un'altra settimana offline sotto le dolomiti. Queste però sono ferie.

Al mio rientro mi attenderanno due blog/progetti per i quali ho già preparato il calendario editoriale fino a dicembre. Poi un grosso evento che tirerà la giacchetta anche al Ministero per i Beni Culturali.

Ma andiamo avanti un passo alla volta: riunione mercoledì e valigia entro sabato.
Per il resto c'è tempo.

foto oprah.com

Perché adoro "Che Dio ci aiuti 2"

venerdì 5 aprile 2013
[e specifichiamo "2", dato che al confronto la prima stagione è giusto carina.]

  1. Perché è una fiction leggera, senza troppe pretese, che fa ridere e sorridere.
  2. Perché Azzurra Leonardi è diventata grande. La Chillemi ha imparato a recitare e il suo personaggio è il migliore della serie. Pazzeschissimo...
  3. Perché è ambientato a Modena, e scusate se è poco. Vedere che vanno in prigione e in realtà entrano nel Palazzo dei Musei, o vanno nel tribunale minorile e invece sono al Belle Arti, o ancora che girano dietro al Tempio e si ritrovano sulla via Emilia... ma più che altro capitare per caso sul set. [aneddoto della prima stagione: commissariato di polizia ambientato nella sede della Curia. Stemmi tolti, insegna della polizia aggiunta. E i nonnini che passavano di lì: "la polizia ha cacciato il Vescovo? E ora lui dove andrà?"]
  4. Perché Davide è troppo tenero. E Guido ci ha messo 16 puntate per capirlo.
  5. Perché i testi sono divertenti e dinamici, veloci non alla Gilmore Girls ma mi piacciono uguale.
  6. Perché vedere i propri amici recitare come comparse è tragicomico. Ma vedere il tuo ex insegnante di recitazione comparire meno di tutti gli altri non ha prezzo.
  7. Perché anche se la storia è un po' scontata (qualcuno aveva dubbi che si sarebbe creata la famiglia Guido-Azzurra-Davide?) ogni episodio lasciava qualcosa in sospeso facendo sperare presto nel continuo. 
  8. Perché Margherita è una di noi con i Magic Leverag.
  9. Perché le suore sotto il velo hanno i capelli!!!!

Ci sono però anche alcuni motivi per cui Che Dio ci aiuti 2 mi piace meno:

  1.  È troppo uguale ai Cesaroni. Sigla simile, stesso regista, Elena Sofia Ricci, Ludovico Fremont... ora che Margherita si sposa chi arriva, Alessandra Mastronardi?
  2. Tolta la parte delle indagini, la seria tocca tematiche sociali. Ok, ma devono sempre tutti pentirsi alla fine? Costituirsi? Restituire la refurtiva? Viva Sergio che non si pente e finisce in galera. Insomma, un po' di cattiveria ci vuole.
  3. E anche questa stagione finisce con un matrimonio. La scorsa stagione ci hanno eliminato Giulia, Marco e Cecilia. Questa volta si sposa Margherita e Chiara si fa suora. Almeno Azzurra, Davide e Guido ce li lasciate?

E ora niente. Aspetterò la terza stagione segnandomi in agenda che verso settembre dovrò capitare casualmente in centro. Si sa mai...


 

Ex colleghe ma ancora amiche

giovedì 14 marzo 2013
Basta, io parlo.

Ieri sera aperitivo con le mie ex colleghe. Ragazze meravigliose costrette a lavorare in un posto orribile perché con la crisi non si riesce a trovare nulla e, vivendo da sole, non hanno nemmeno la possibilità di stare a casa in attesa di trovare l'occasione per loro.

Io ho mollato, io ho ricominciato, ma io ho dietro una famiglia che comunque mi mantiene. E questo mi fa sentire terribilmente antipatica nei loro confronti.

Ma torniamo a noi...
Arrivo al bar, musi lunghi. Fortunatamente siamo fuori dall'ufficio, quindi quella terribile sensazione che ho sentito al colloquio di lavoro, con cui ho convissuto per sei mesi e che ho risentito settimane fa non c'era.
Ma loro l'avevano dentro.

Le incito a raccontarmi, a sfogarsi. Potrà mai essere peggio di come era quando c'ero ancora io?
Sì, proprio perché me ne sono andata.

Scopro quindi che a uno dei titolari, quello che chiameremo l'Inutile, brucia terribilmente che io abbia trovato un posto migliore e più appagante. Lui non ne ha mai fatto segreto: c'è la crisi, non c'è lavoro ma ci sono loro disposti ad assumerci e a farci guadagnare. Quanto? 400 euro al mese per più di otto ore di lavoro. Niente tredicesima, niente quattordicesima, benefits è una parolaccia e non si dice.
Se stai a casa non vieni a pagata, le ferie pagate sono solo di una settimana in agosto ma non puoi prenderla contemporaneamente agli altri. E baciami le mani perché è grazie a me che non sei sotto un ponte.
(Non è un modo di dire, "baciami le mani" l'hanno detto anche a me.)

Quindi io me ne sono andata. Quindi all'Inutile brucia. Quindi l'Inutile gira per l'ufficio urlando alle ex colleghe perché loro sapevano che me ne sarei andata e sanno dove lavoro e lui vuole avere più informazioni possibili sul mio conto. Ma le colleghe non sanno nulla. Ma lui non ci crede. E giù con urla e offese.

Che poi questa cosa della società io mica l'ho capita bene.
A parte il fatto che hanno litigato violentemente con mezza Italia. A parte il fatto che hanno diverse cause in corso. A parte il fatto che sarebbero tutti da mettere dentro per certi giri di escort che coinvolgono anche certi politici (ops, l'ho detto). A parte il fatto che se mandi in giro il cv con scritto che hai lavorato per loro ti lasciano a casa a priori...
Che società è quella dove i due soci non si coordinano, hanno gruppi di lavoro ben separati ("lei la voglio nel mio gruppo" "no, lei è mia" "e io te la faccio pagare"), si offendono, si fanno tranelli e si mettono bastoni tra le ruote ("non mi importa se devi stampare carte urgenti per il socio, io la carta non te la do" "per favore, lasciami fare il mio lavoro" "sei solo una serva")? Quella società dove l'Inutile ha i soldi e l'altro evidentemente no. Mannaggia, l'Inutile ha un'utilità.

Potete immaginare l'allegria dell'aperitivo.
Soprattutto perché i contratti sono in scadenza, le ragazze hanno chiesto del loro futuro ma nessuna è riuscita a sapere nulla. E intanto in internet sono stati già pubblicati annunci di lavoro per sostituirle.

Quando settimane fa sono tornata a prendermi la paga di gennaio (ecco, dovrei anche raccontarvi di gennaio lavorato in nero perché il contratto era sempre pronto per "domani"), mi è stata proposta una nuova collaborazione. Progetto di web marketing. Otto mesi di lavoro su un importante evento regionale pieno di vippume vario e che finisce sempre nei maggiori tiggì e sui maggiori quotidiani. "Ma non chiedermi più di 600 euro complessivi per il progetto perché sai, non ti conosciamo, ti diamo il lavoro sulla fiducia e poi... avrai il nostro nome nel tuo curriculum e scusa se è poco."

Scusa se è poco. Scusa se alcune aziende non assumono proprio perché vedono il vostro nome nel curriculum. Scusa se con voi ho già lavorato per sei mesi proprio sull'edizione 2012 di quell'evento migliorandoti i risultati online del 600% (dati alla mano) e quindi oltre ad averti già sul cv sai anche come lavoro. Scusa se abbasso la dignità della mia professione proponendoti non meno di 800 euro complessivi.

E sì, io ti perdono che dopo aver ricevuto la mia proposta sei scomparso nel nulla. Meglio così, no?
Ora devo solo trovare un modo per farti chiudere senza lasciare in mezzo alla strada le mie amiche.

http://www1.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200803images/prigione01g.jpg 
foto lastampa.it

Andiamo avanti.

martedì 5 marzo 2013
Rileggevo alcune pagine del mio blog e ripensavo a quanto cose avevo da raccontare una volta.

Invece ora, oltre ad aver semi abbandonato questo blog, mi ritrovo con la testa vuota e poche cose da raccontare. Che nemmeno scrivere una bio era mai stato così difficile.

Mi impegnerò per cercare un po' più di movimento.
Intanto l'8 marzo si va a correre per la festa della donna. Il mercoledì dopo aperitivo con le ex colleghe. Quindi mi aspetterà un mini corso per mettersi in proprio e per aprire la propria attività (business plan, burocrazia ecc...)

Incrociamo le dita.

http://2.bp.blogspot.com/-YGOdZTr8CEM/UCgtQ6x1-iI/AAAAAAAAAMA/7VDUmtnGh2E/s1600/Fingers-crossed1.jpg
foto via Free Will

Reale vs Virtuale

mercoledì 13 febbraio 2013
Sapevo sarebbe arrivato questo momento.

Non ho mai amato mescolare troppo la vita reale con quella virtuale, soprattutto perché all'inizio lavoravo come community manager per un sito dove le utenti (under 15) indagavano sulla vita vera dei moderatori per attaccarli sul piano personale. Sì, una tristezza.

Ho lasciato quel lavoro e ho cambiato giro di amicizie, ma l'abitudine a rifugiarmi dietro all'anonimato è rimasto. Poi mi sono specializzata in una professione 2.0 e nell'estate 2012 ho iniziato un nuovo percorso professionale. Quindi il blog si è fermato.

I motivi? Semplici. Avevano iniziato a cercarmi online e non solo nelle pagine "istituzionali" (linkedin, pagine aziendali...) ma anche e soprattutto in privato per scoprire cosa facevo fuori dall'ufficio.
Ho smesso di scrivere, provando ogni tanto a creare nuovi articoli che in realtà venivano chiusi rimanendo in bianco.

Che poi non avrei nulla da nascondere, per carità. Ma questo posto è il mio angolo di sfogo e vorrei sentirmi libera di dire che XY ha ricattato ZK (ovviamente usando nomi di fantasia) senza doverne pagare le conseguenze. Che tanto con gli avvocati avrò sicuramente a che fare in futuro.

Andando al succo, la domanda che puntualmente esce fuori a questo punto è la seguente: quanta percentuale di online e di offline ci deve essere nella vita di una persona? Per vivere tranquilla, quanto dovrei raccontare e quanto dovrei tenere per me? Meglio account completamente pubblici ma senza sfoghi polemici o profili privati in cui raccontare (quasi) tutto?

Non penso ci sia una risposta uguale per tutti. Ciò che intanto so è che mi manca scrivere su questo blog, ma finché non chiarisco almeno le ultime cose col mio ex datore di lavoro, questo posto continuerà a rimanere silenzioso.

Va così...

https://venessapaech.files.wordpress.com/2012/05/online_offline.jpg 
foto Venessa Paech

In breve...

venerdì 11 gennaio 2013
Due post fa raccontavo la mia preoccupazione in attesa del primo giorno di lavoro.
Oggi scrivo con meno paura e più consapevolezza. La stessa incognita sul futuro ma con più coraggio.
Anche di dire no.

Sono stati mesi intensi, mesi di risate, nervosismi, delusioni, soddisfazioni.
Riassumendo potrei dire che:
• quando adori le persone con cui lavori, tutto sembra più leggero
• anche gli hobby possono trasformarsi in un lavoro, se gestiti nel modo giusto
• lavorare in un unico ufficio non significa avere gli stessi obiettivi
• lo sfruttamento esiste ancora
• Moccia è uno di noi, anche se non comprerei mai i suoi libri
• qualcuno (è un vip ma evito nomi, si sa mai) è costruito a tavolino dalla moglie
• creare un grande evento dagli ottimi risultati significa ricevere solo una stretta di mano dal capo
• è possibile realizzare quattro eventi in tre mesi senza entrare in clinica

Adesso sono ufficialmente disoccupata, anche se in ufficio vado lo stesso.
Resto in attesa di una proposta (dicono sia nell'aria) mentre mi guardo intorno con aria consapevole.
Ora so quali sono le mie potenzialità, so quanto valgo e so cosa voglio.
L'esperienza fatta finora è stata un'ottima gavetta, ma sono anche pronta a dire di no e a ricominciare se necessario.

Nel frattempo cerco nuovi stimoli studiando nuovi progetti.
E chissà che qualche vecchio sogno non si realizzi.

http://www.pennamontata.com/wp-content/uploads/futuro_presente_passato.jpg 
foto pennamontata.com

Stay tuned.

Ma quanto è brutta la nuova grafica della dashboard?
A parte ciò, sto tornando.
Quattro mesi per scrivere un nuovo post, non male.

Stay tuned.

Event Planner

martedì 28 agosto 2012
Complici le serie tv, mi sono sempre immaginata le event planner come donne eleganti e in carriera.
Capirete quindi la mia paranoia la sera prima di iniziare e il mio stupore quando ho visto i colleghi. C'era chi andava in giro col cavallo basso, chi girava col copricostume e ciabattine, chi aveva il mollettone in testa...

L'ambiente è piacevole, forse un po' troppo (nel senso che è così perfetto che mi aspetto l'imbroglio), i colleghi sono simpatici e alla mano. Il capo che terrorizza tutti mi sembra tranquillo, è la responsabile che tutti adorano mi spaventa un po'.

Il primo evento che mi hanno affidato è terribilmente grande e complicato. È il più grosso dell'azienda, quindi mi aspetto che il resto sia una passeggiata. La conferenza stampa è in grande stile: costosi omaggi per giornalisti nazionali, cena di gala per loro, pernotto in hotel... tutto a spese nostre (cioè degli sponsor).

L'unico lato negativo, per ora, sono i ritmi. Ero abituata a gestirmi io il tempo, facendo magari più pausa dopo pranzo ma lavorando fino alle 21 e invece ora è tutto preciso e scandito. Cioè normale per molti di voi, ma io devo abituarmi.

Comunque finché mi lasciano al sito internet e ai profili social sono contenta.
Poi vediamo lunedì, quando firmerò il contratto.

http://magazine.zankyou.com/it/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-82.png
foto zankyou.it

Ansie&Domande

domenica 26 agosto 2012
Avevo già preparato in bozze un paio di articoli sulle mie vacanze.
Ma domani è IL giorno e io ho un'ansia addosso che non riesco a pensare ad altro.
Nemmeno a Livigno. Mannaggia.

E se il lavoro non mi piacerà?
E se per me era solo un gioco e scopro che farlo di professione è diverso?
E se avrò problemi col capo o coi colleghi?
E se gli orari saranno troppo elastici? (per dire: un collega mi ha chiamato sabato alle 14)
Come mi vestirò domani?
Come mi pettinerò?
Che borsa userò? (ok, questa è paranoia pura)

Tanto so come andrà a finire: domani sera vi racconterò gongolante di come sia stato tutto incredibilmente entusiasmante, di quanto amo il mio lavoro e di quanto sono contenta della mia vita.
Almeno spero.

http://cache2.allpostersimages.com/p/LRG/51/5139/XGOEG00Z/posters/keep-calm-kiwi.jpg
foto allposters.it

Happy Mia

venerdì 17 agosto 2012
Scrivo in un momento di pausa per aggiornarvi un po'.
Sto passando le più lunghe vacanze della mia vita, roba che nemmeno quando ero piccola.
Partenza il 3 per Arsiero, partenza il 5 per Livigno, rientro l'11 ad Arsiero e rientro il 14 a Modena in dolce compagnia. Partenza il 20 per la Svizzera e rientro il 25.

Eppoi? Eppoi inizio a lavorare. Event planner. Davvero e non freelance.
Già due eventi affidati, già una conferenza stampa in programma.
Prevedo frequenti viaggi tra Modena, Cremona e Milano.
È probabile che farò anche da social media manager ma va benissimo.
Manca giusto da firmare il contratto, ma Ciuffo ha voluto festeggiare regalandomi un Samsung Galaxy Tab (la scusa: "eh, a Livigno costa meno"). Inutile dire che l'ho usato così tanto che me lo sono già sognata di notte.

Quindi niente, aspetto un settembre interessante ma incognito.
Sto bene e sono felice. Che altro potrei volere di più?


passo dello Stelvio

Pensieri allegri

giovedì 5 luglio 2012
Giorno di funerali, giorno di mille pensieri.
Odio i funerali, odio l'angoscia che ci gira intorno.
Odio ancora di più i funerali di chi se ne va per scelta, perché non c'è nulla da dire.
Non c'è la triste attesa di una malattia, non c'è la "tranquillità" di un incidente.
C'è solo disperazione e dolore. E non esistono parole di conforto.

Quando è morto il nonno di mia cugina eravamo tutti più o meno tranquilli.
Era anziano, aveva avuto il tempo di vedere la bisnipote, ora è con la moglie, risorgeremo tutti...

Il funerale del mio prof è stato invece terribile.
Persone disperate che gridavano dal dolore, lacrime, gelo.

Chi se ne va per scelta si porta via anche le risposta a tante domande.
Perché? Come potevo aiutarti? Avrei potuto salvarti?
Alcuni si consolano con le lettere di addio che lasciano queste persone, ma io personalmente preferirei rimanere nel dubbio piuttosto che leggere parole di disperazione e solitudine.

Disperazione. Sarà questa la parola di oggi.
E ho anche paura che mio padre si senta in qualche modo in colpa, dato che erano anni che lui e Cesare non si sentivano.

Tutto questo fa comunque riflettere e io, tra un evento e l'altro, mi sono ritrovata a organizzare il mio funerale.
Innanzitutto niente "cerimonia funebre" ma piuttosto chiamiamola "festa di arrivederci".
Se proprio dovete far parlare qualcuno, scegliete persone simpatiche che parlino per massimo due minuti.
Poi voglio tanta musica, magari new country o anche Elvis va bene.
Bibite analcoliche e buffet. Che magari dalla golosità torno indietro.
Voglio colori, tanti colori. Amo il viola ma direi che non è il caso. Facciamo verde e arancio.
Anzi, se fa caldo facciamo direttamente una festa hawaiana.
Se dovete mettermi delle corone/ghirlande o come si chiamano, che siano colorate. Vi prego.
I ricordini/santini li odio, ma se proprio li volete ho le condizioni anche per quelli. Scegliete foto sorridenti, di quelle che come reazione provocano altri sorrisi. Voglio che guardiate la mia immagine e vi mettiate a sorridere e magari anche a ridere. Voglio un font frizzante, brioso. E una frase tipo "che ti piangi? guarda che ritorno". Vabè, detta così sembra una minaccia....

Delirato ciò, vado al funerale.
Allegria....

Ciao Cesare.

venerdì 29 giugno 2012
I pensieri sono tanti e tutti confusi. Non saprei da dove iniziare.
Era tanto che non ci vedevamo, figurati che non ho nemmeno mai visto la tua seconda figlia.
Ogni tanto però pensavo a te e alla tua famiglia. A S che era così piccola e sembrava una bambolina. Si divertiva sempre a pettinarmi i lunghissimi capelli.
Mi ricordo di tua moglie, sorridente e allegra.
Mi ricordo di te, che venivi a prendere mio padre e poi andavate insieme alle riunioni.
Ricordo che guidavi velocissimo e ti chiamavamo Schumi. Quando tu e papà andavate alle riunioni fuori città vi alternavate alla guida, così l'altro si riposava. Una volta mentre guidavi tu avete incontrato un'auto contromano. Da allora, quando vado in autostrada, ho sempre paura di trovarmi in quella situazione.
Nel 1995 è morta l'ultima nonna che mi era rimasta. È stato un periodo duro per tutti.
Ricordo che eravamo in casa sua a sgomberare quando sei arrivato tu con la tua famiglia. Non sapevi nulla e ti ho visto nascondere dietro la schiena un pensierino per mia nonna. Ero piccola, andavo alle elementari, e non ti ho mai detto quanto abbia apprezzato la tua gentilezza.
Papà stamani mi ha chiamata al computer e mi ha detto di guardare lo schermo.
Ho letto il tuo nome e ho esclamato "Toh! Ha lo stesso nome!"
Papà ha risposto che no, eri proprio tu. Non ci credevo, era impossibile. Ma papà ha tirato fuori un altro articolo e ho visto la tua foto.
Non posso capire i tuoi sentimenti, la tua disperazione. Ormai è andata così.
Sul biglietto hai scritto che andavi verso un mondo migliore. Spero sia davvero così e spero ti abbiano accolto con un abbraccio forte forte.

Ciao Cesare.

Giovani Artisti Per l'Emilia - Dare Di Più

giovedì 28 giugno 2012

Era

mercoledì 27 giugno 2012
foto facebook

Se qualcosa può andar male, lo farà.

lunedì 25 giugno 2012
Il mio tablet è morto. Deceduto. Caput. Fine.
In realtà aveva iniziato a dare problemi il 20 maggio, ma il sito ufficiale assicurava che al tal problema si risolveva facendo così, così e così. E infatti non si è più riacceso.
Lo mando all'assistenza? Direi anche no.

L'evento sportivo che stavo organizzando è più disorganizzato dei pinguini in gita alle Hawaii.
Ci stiamo lavorando da almeno un paio di mesi eppure a meno di una settimana non sappiamo ancora il prezzo definitivo del campo, non sappiamo chi verrà ad arbitrare e soprattutto dove trovare un medico volontario. Ma se a nessuno importa, perché dovrebbe importare a me?

Poi c'è l'altro evento, quello su cui avevo scommesso molto.
Perché se chi ti chiede di organizzarlo poi fa di tutto per boicottarti, qualcosa non quadra.
E se quando fai notare che qualcosa non quadra, tutti ti rispondono coalizzandosi e accusando te di essere polemica... pensi che infondo non è colpa tua se proprio in quei giorni dovesse venirti la febbre alta.

Che da una parte verrebbe voglia di mollare tutto e tutti, ma d'altra parte vorrei anche dimostrare di essere superiore a loro, responsabile e soprattutto che nonostante tutto riesco a portare a termine gli impegni presi.

Ma guardiamo i lati positivi.
» Sabato il biondo veneto mi ha portata sullo Spitz. Ho visto 8 camosci, almeno tre lumache bianche (no tranquilli, non le ho salvate) ed è stato bellissimo.
» Ieri invece ho pensato all'Enel e all'energia di un attimo quando i miei bimbi hanno cantato dopo mesi di prove. Si sono tutti commovuti. I bimbi erano al settimo cielo.

E basta così, per ora. Che devo lavare i piatti, passare lo straccio, cucinare e spolverare.
Cenerellaaaaaaa ♫

©Mia

Barcollo ma non mollo.

sabato 2 giugno 2012
Sono ad Arsiero.
"Questa non è terra di terremoti", mi viene detto.
"Nemmeno Modena", penso.

La prima cosa che guardo sono le case e mi scopro sorpresa nel vederle senza crepe.
Mi chiedono come sto, rispondo velocemente e poi spero di cambiare discorso.

Il terremoto mi ha cambiata.
"Sicuro che quei quadri non cadano? Il mappamondo non è troppo in bilico? Non voglio stare vicino al muro perché non voglio sentire se si muove".

Sento delle scosse, sento dei rumori.
Poi scopro che sono solo i miei nervi e il battito del mio cuore.

Preghiera al mio Padre Celeste

martedì 29 maggio 2012
E così eccoci qui, Tu e io.
Fortunatamente abbiamo un buon rapporto, noi, così ora non Ti starai chiedendo "e questa chi è?"

Sai cos'è successo. È tornato il terremoto. Quello stesso terremoto che Ti avevo chiesto di far andare via. Anzi, è un terremoto nuovo, una nuova faglia dicono.

Sai che sono abbastanza coraggiosa. Mi hai visto in questi anni di campeggio tra insetti e voli alla Tarzan a 10 metri da terra. Sai anche che non ho troppa paura delle trombe d'aria, o almeno quelle che ho vissuto le ho superate abbastanza bene.
È forse per questo che la natura insiste con i terremoti? Con l'unica cosa che davvero mi terrorizza?

Sento le ambulanze passare e ho paura, tanta paura. Ho paura per i miei, per la casa che tanto abbiamo cercato e che con difficoltà paghiamo ogni mese. Ho paura per i miei gatti che non so nemmeno dove si trovano.

Fossi stata un po' più egoista avrei preso le borse già pronte e sarei partita. Per andare da Nick, da Milena, da Erica... ovunque ma non qui. E invece rimango, perché non ho il coraggio di mollare tutto.
Come potrei vivere tranquilla sapendo che i miei cari sono in balia delle scosse?

Ti prego, Padre, aiutaci. Fai durare poco queste scosse o dacci la forza di affrontarle e superarle.
Proteggici. Noi, ma anche i nostri vicini che tanto hanno paura.

So che le prove servono per renderci più forti e in questi giorni più volte mi sono chiesta se terminate le scosse io sarei tornata quella di prima o sarei rimasta sensibile come in questi giorni.
Ho capito la Tua risposta, mi impegnerò per essere una persona migliore.
Ma ora Ti prego, tendi la Tua mano e proteggici.

Proteggi chi Ti sta invocando, proteggi chi soffre, conforta le famiglie di chi non c'è più.
Per favore, proteggi anche chi non crede in Te, siamo tutti Tuoi figli e so che ci ami.

Ho dei progetti per il mio futuro e ho sempre pensato che sarei riuscita a realizzarli.
Ora invece vedo tutto così nero. O meglio, non vedo proprio nulla.

Sai che durante la prima scossa di oggi, mio padre invece di scendere è rimasto su a tenere i libri?
Gli ho detto che preferisco una casa in disordine ma un padre vivo che il contrario.
Mi ha risposto che in casa si sente sicuro. So che ha una grandissima fede in Te. Io invece non capisco se sto dubitando o se sono solo terrorizzata.

So che rispondi sempre a ogni preghiera.
So che a volte rispondi di no, altre volte non rispondi subito.
Non Ti chiedo di fare la mia volontà, ma di aiutare chi ha bisogno di Te.
Fammi sentire il Tuo amore, fammi sentire che non sono sola.

Allungherò la mia mano, ma Tu, Ti prego, allunga la Tua.
Ti voglio bene e so che andrà tutto bene, qualsiasi cosa accada.

E per favore, tieni su la mia casa.

Con fede anch'io pregherò il mio Padre in cielo,
Egli mi udrà e allor mi risponderà.
Ogni dì ringrazio il mio Padre nel ciel
per l'amore che Egli ha per me.
Le mie preghiere al fin chiuderò
nel nome di Gesù, amen.
Padre Celeste, sei davvero là?
Odi e rispondi a ogni bimbo nel pregar?
Qualcuno dice che il ciel non c'è,
ma nel pregar Lo sento attorno a me.
Padre Celeste, io ricordo già
ciò che Gesù diceva ai Suoi discepoli:
"Lasciate i bimbi venire a Me"
Padre, in preghiera, ora vengo a Te.

Puoi spezzare la nostra terra, ma non il nostro coraggio.

venerdì 25 maggio 2012

Così non ci siamo.

mercoledì 23 maggio 2012
Non mi sono mai sentita modenese, forse perché l'unico in famiglia nato a Modena è mio fratello.
Ma così non ci siamo. Modena, ti prego, rialzati.

Domenica 20 il terremoto.
Stamani una sparatoria in provincia.
Poi allarme bomba in centro storico.
Quindi sono crollati due capannoni in città.

I miei nervi, la mia testa e il mio stomaco non possono durare a lungo.

Anyway, qui i link per aiutare i miei concittadini.
» Punto di raccolta a Carpi
» Gazzetta di Modena: come aiutare
» Come aiutare a Mirandola
» 26 maggio: raccolta allo Stado Braglia

Grazie a tutti.

20 secondi

lunedì 21 maggio 2012
Bastano 20 secondi per cambiare.

In 20 secondi mi è venuta paura del buio.
In 20 secondi mi è venuta paura del silenzio.
In 20 secondi mi è venuta paura di ogni piccolo rumore.
In 20 secondi mi è venuta paura a stare sola in una stanza.
In 20 secondi mi è venuta paura per la mia famiglia e i miei gatti.

E se fino a poco tempo fa mi consideravo ultra materialista perché ogni mio singolo oggetto era essenziale, ora guardo camera mia e vedo solo un sacco di cose inutili.

Ora, più che paura del ricordo, ho paura del futuro e delle prossime scosse.
Ma almeno è uscito il sole.